Forza Nuova Cesena: ”SI FA PRESTO A DIRE “ORDINE PUBBLICO”

SI FA PRESTO A DIRE “ORDINE PUBBLICO”

Si fa presto a dire “per motivi di ordine pubblico”. Motivi di ordine pubblico un corno, cari signori Questori, Prefetti e Amministratori.
Non è la prima volta, e malauguratamente non sarà l’ultima, in cui il movimento nazionalista viene privato dei diritti, costituzionalmente garantiti, di libertà di espressione del pensiero.
Ma noi lo ricorderemo, e nonostante i reiterati abusi non ci lasceremo intimidire. Ci riferiamo, naturalmente, ai fatti di Rimini, nella sera dell’otto settembre.
Per l’ennesima volta infatti, al movimento politico Forza Nuova viene richiesto il maniacale rispetto del protocollo per lo svolgimento di una manifestazione preannunciata (nelle modalità, nella componente numerica, nell’ubicazione e nel tema) con il largo anticipo richiesto dalle maglie della legge.
Ai cosiddetti “antagonisti”, invece, così “ribelli” sulle pagine facebook e nel vestiario finto-povero, viene concessa la possibilità di circolare armati e travisati per le strade della città, senza alcuna autorizzazione.
Precludendo il diritto di manifestare, “pacificamente e senz’armi” (lo dice la vostra “Costituzione più bella del mondo”) a un movimento politico legalmente riconosciuto e fiancheggiato da migliaia di cittadini esasperati.
Questa, fuori dai denti, si chiama “collusione”.
La collusione tra apparati dello “Stato” (Prefetture, Questure, etc.) e un potere politico decadente e crepuscolare che ancora valuta il fatto di poter stare o meno in piazza in base al fatto di essere “buoni” o “cattivi”, e che utilizza, come truppa di rincalzo della “celere”, gli sbandati “casseur” dei centri sociali e dell’esercito immigratorio.
Perché noi, signor Questore, sì, siamo i cattivi. Fieri ed orgogliosi di esserlo. I fascisti, i populisti, gli emarginati delle periferie, quelli con la maglietta nera, quelli che “parlano alla pancia della nazione”, gli sfruttati, quelli che parlano in dialetto, quelli che vanno allo stadio, quelli che lavorano e vogliono il salario, quelli vivi, vitali, incazzati e determinati a mandare in esilio la classe di parassiti che Ella difende con i suoi scherani col casco blu.
Noi, in sintesi, siamo il Popolo.
E voi siete la tirannia.
Una tirannia ingenua, prima ancora che malvagia.
Incapace finanche di rispettare le sue stesse regole.
E forse è questa la vostra forza, oltre che il tratto saliente del vostro carattere: l’ambiguità.
E il successo più grande che avete conseguito nei nostri confronti è proprio questo: quella di averci tenuti nel limbo. Incapaci e impavidi di metterci fuorilegge, non siete capaci di tutelare i diritti di un movimento politico legalmente riconosciuto, che ha formalmente rispettato le vostre regole, e che esige e pretende di manifestare pubblicamente il proprio pensiero.
Un successo che è null’altro che una “vittoria di Pirro”.
Perché un giorno dovrete decidervi: o decidete che noi siamo i fuorilegge, o i vostri “caschi blu” non dovranno mai più permettersi di vietarci ciò che ci spetta, in ossequio a direttive politiche imposte dai nasuti potenti dell’oligarchia democratica.
Confidando, da inguaribili ottimisti, che si tratti dell’ennesimo “errore del singolo”, chiediamo le immediate dimissioni del signor Questore di Rimini, affinché non si ripetano più tali spiacevoli violazioni della legge e dei diritti del cittadino, violazioni arricchite, tra l’altro, dal turbinio di manganelli e dal “tintinnio di manette”.
Non ci meraviglia, inoltre, la coincidenza di tale operato della Questura riminese con la data dell’otto settembre. Che da oggi ha ancora più ragione di essere ricordata, per secoli e con ignominia, come la data dell’infamia e del tradimento.

I Cattivi