Il nuovo governo anti Iva che aumenterà l’imposta

L’hanno gridato a gran voce tutti i protagonisti del nuovo esecutivo.

Ma, pronti e via, sembra che il primo progetto giallorosso sia destinato all’aumento dell’Iva. Infatti, una proposta targata Cinque Stelle prevede l’aumento dal 10 al 23% dell’iva, per alberghi, ristoranti e manutenzione della casa. “Sembra il parto di un quarto d’ora di follia“, ha commentato il presidente di Federalberghi Veneto, che considera il progetto come “l’incubo di una notte di fine estate“. Ma non è finita qui. Perché, “nel prosieguo di questa follia“, si scopre che l’aumento dell’Iva è destinato solamente a chi pagherà in contanti, mentre chi acquista con la carta di credito riceverebbe un rimborso della parte di imposta versatà in più.

Il meccanismo, messo a punto per combattere l’evasione fiscale, consentirebbe di raccogliere, secondo quanto riporta la Verità, circa 4 miliardi di euro in più. Peccato che chiedere il rimborso potrebbe rivelarsi più complesso del previsto: infatti, l’identità del consumatore dovrebbe essere gestita dall’agenzia delle Entrate e potrebbe richiedere una contabilità che solitamente i singoli non tengono. Così, alla fine, a guadagnarci sarebbe lo Stato.

La proposta del Movimento 5 Stelle si inserisce nell’ambito della necessità di trovare risorse per la prossima manovra economica. Infatti, se anche Bruxelles concedesse la massima flessibilità (circa 12 mliardi), ci sarebbero i soldi necessari per sterilizzare gli aumenti dell’Iva, senza chiedere sacrifici ai cittadini. Così facendo, però, non rimarrebbero fondi per affrontare le altre misure ideate dal governo Conte. Infatti, la manovra costerebbe già sui 35 miliardi di euro e, per tagliare il cuneo fiscale, bisognerebbe arrivare a 45 miliardi. Il Giornale.it