L’audio di Renzi contro Gentiloni: “Ha provato a far saltare intesa con M5S”

L’ennesimo scontro interno al Pd va in scena a Barga, provincia di Lucca, dove l’ex segretario dem sta tenendo una quattro giorni di lezioni a 200 under 30 nella sua scuola politica “Ripensare l’Italia”. Durante una di queste lezioni, Renzi ha accusato il suo successore a Palazzo Chigi di avere provato a far saltare l’intesa con il Movimento 5 Stelle. Nell’audio “rubato” pubblicato da Repubblica, il senatore di Rignano fa riferimento alle tre condizioni tassative dettate da Zingaretti ai pentastellati per formare un governo insieme. “Una triplice richiesta di abiura – l’affondo di Renzi – del Pd ai 5 Stelle che è stata fatta passare da Paolo Gentiloni“. Sarebbe stato quest’ultimo, infatti, la mente dietro all’iniziativa del segretario Pd. Iniziativa pensata allo scopo di impedire l’inciucio e tornare subito al voto.

I Cinquestelle ci avevano detto ‘noi ci stiamo se ci garantite che possiamo arrivare almeno al referendum sul taglio dei parlamentari’. L’ala trattativista, guidata da Franceschini, aveva detto: ‘A noi va bene se garantite dei contrappesi‘”, rivela Renzi. Insomma, Pd e 5 Stelle erano riusciti a trovare un accordo sulla riforma Fraccaro che punta alla riduzione del numero degli onorevoli. Poi, però, è intervenuto Gentiloni, che fa parte della delegazione dem che ha partecipato alle consultazioni al Quirinale.

Il modo in cui lo spin è stato passato è un modo finalizzato a far saltare tutto“, dice Renzi. Che aggiunge: “Gentiloni era al Colle ma non ha aperto bocca. Non ha detto nella sede ufficiale ciò che pensava. Ma lo ha detto a due giornali“, ovvero Repubblica e Huffington Post, i due quotidiani che per primi hanno raccontato le tre condizioni inderogabili poste da Zingaretti ai 5 Stelle.

A quel punto, spiega ancora Renzi, l’ala pentastellata meno disponibile al ribaltone “ha detto ‘Zingaretti è Giuda. E in questo rilancio il messaggio M5S è stato: ‘Noi andremo da Mattarella a dire mai con il Pd’“. Poi, però, la trattativa tra dem e 5 Stelle è ripresa.

Ma Renzi se l’è legata al dito. E torna a evocare lo spettro di una scissione: “Nel Pd, se ci fosse la rottura, sarà un caos. Se uno, contravvenendo alle regole interne, con un spin fa saltare tutto non è detto che il Pd arrivi tutto insieme alle elezioni”. Insomma, dall’esito della trattativa Pd-5 Stelle dipende anche il futuro di Matteo Renzi. E di tutto il Pd. Il Giornale.it