A Bergamo riaprono due simboli della città e dell’emergenza: prime visite al cimitero e passeggeri all’aeroporto di Orio

Simboli, anche se molto diversi, di una nuova fase: a Bergamo riaprono il cimitero – chiuso a marzo per le norme anticontagio – e l’aeroporto di Orio al Serio, che aveva interrotto i voli non di linea su decisione del ministero dei Trasporti.“Adesso è davvero fase 2”: il sindaco di Bergamo Gori e il selfie dal barbiere
Il cimitero di Bergamo ha riaperto questa mattina per la prima volta le sue porte ai cittadini, che sono potuti così tornare a visitare i propri cari seguendo le misure del distanziamento sociale e con ingressi contingentati. Nella chiesa del cimitero – che nel pieno dell’emergenza che ha colpito in particolare il Bergamasco era stata trasformata in una camera mortuaria per depositare le troppe bare – sono tornate anche le messe aperte ai fedeli: alla prima messa, che si è svolta alle 8.15, erano presenti 9 fedeli. Il numero massimo consentito dal Comune è di 70 fedeli. E’ da qui che per tanti giorni sono partite colonne di camion militari con le bare che non si riuscivano più a seppellire o a portare al forno crematorio cittadino, verso tante province italiane.


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E alle 6,51 di questa mattina è atterrato il primo volo all’aeroporto di Bergamo – Orio al Serio: un atterraggio che segna la riapertura dello scalo bergamasco ai voli civili dopo il vuoto del lockdown. Si è trattato di un volo Wizzair giunto da Sofia e a bordo del quale c’erano 109 passeggeri. Poco dopo un’ottantina di persone si sono imbarcate sempre sullo stesso volo per raggiungere la capitale della Bulgaria in mattinata. Nessun problema di gestione della situazione, nonostante i controlli molto severi considerato anche il ridottissimo numero di passeggeri. Nella giornata di oggi è previsto in mattinata soltanto il decollo di un volo della compagnia Wizzair diretto a Chisinau, in Moldavia: non sono al momento previsti altri decolli o atterraggi. Lo scalo bergamasco non ha mai chiuso del tutto i battenti: è sempre rimasto aperto per accogliere, nell’apice della crisi che ha toccato Bergamo, i voli sanitari e militari: era chiuso invece al traffico dei voli civili.
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