A scuola come in azienda, intensificare la cybersecurity

Più gli alunni frequenteranno lezioni online, più la loro privacy sarà a rischio. Non parliamo solo del fenomeno di ‘zoombombing’, ossia dell’intrusione nelle videochat di soggetti terzi, ma del pericolo, sempre più concreto, che piattaforme di formazione remota vengano utilizzate per rubare informazioni, immagini e filmati. Inoltre, l’invio di mail truffa, con oggetto proprio le tematiche del cosidetto ‘learning management system’ sono aumentate di oltre il 20% nel corso del 2020. Il mondo della scuola digitale vivrà un 2021 complicato, dal punto di vista della sicurezza informatica.

“Commettere un qualsiasi errore durante la configurazione di applicazioni e servizi facilita la compromissione dei dati personali, anche senza particolari strumenti e vulnerabilità. In questo caso, studenti e insegnanti possono cadere nella trappola dei cybercriminali” afferma l’azienda di cybersecurity Kaspersky, nel suo più recente report sul trend di attacchi che il settore scolastico deve attendersi nei prossimi mesi. I mezzi odierni di apprendimento non offrono tutte quelle funzionalità che una classe, professori e alunni, richiedono. Aumenterà allora l’utilizzo di piattaforme differenti, compresi i servizi di streaming e i social media.
 

“Circa il 60% degli insegnanti già utilizza YouTube in classe” spiega Kaspersky. “I video possono essere un potente strumento educativo così come lo sono i social media. I criminali sfrutteranno anche simili canali per raggirare gli utenti. Sarà quindi necessario prestare attenzione, ad ogni tool e ad ogni situazione e proteggere non solo le proprie informazioni personali ma anche quelle dei ragazzi”. Oltre ai pericoli del cybercrime, la didattica a distanza pone ulteriori questioni, che mettono in maggiore risalto tematiche già all’attenzione di educatori e genitori. Tra queste il cyberbullismo, con la necessità che gli insegnanti imparino a destreggiarsi non solo con le piattaforme messe a disposizione dagli istituti ma con tutte le altre a cui i ragazzi hanno accesso. Ad esempio TikTok che, nato per scopi di divertimento e intrattenimento, si è posto nel 2020 anche come app popolare per la produzione di contenuti educativi.
   


Fonte originale: Leggi ora la fonte