Abbagnato regina della Giornata della danza

“Bisogna ripartire. In modo diverso, con tutte le cautele. Ma dobbiamo ripartire. Sto già cercando nuovi titoli. Dovremo cambiare tutti le nostre modalità”. A parlare è Eleonora Abbagnato, orgoglio italiano della danza sui più grandi palcoscenici, étoile all’Opéra di Parigi e da cinque anni direttrice del corpo di ballo dell’Opera di Roma. Il 29 aprile, per la prima volta dal 1982, il mondo festeggia la Giornata Internazionale della Danza a sipari chiusi e platee vuote. Misure necessarie, in tempo di pandemia. Ma tra dirette streaming, omaggi, riprese di repertorio, si danza comunque, per festeggiare l’appuntamento mondiale promosso dall’International Dance Council dell’UNESCO, quest’anno dedicato alla divina Prima Ballerina Alicia Alonso, scomparsa il 19 ottobre scorso a L’Avana.

“Una giornata importante, forse ancora di più in questo momento, in cui è fondamentale ‘esserci”, riflette la Abbagnato, da quasi due mesi in quarantena con tutta la famiglia (il calciatore Federico Balzaretti e i loro quattro figli) nella loro casa di Ibiza. “Eravamo venuti per pochi giorni e siamo rimasti bloccati dalla pandemia – spiega – Ma siamo fortunati. Abbiamo un bellissimo terrazzo e stiamo bene. I bambini, poi, sono contentissimi: non accade spesso di stare così tutti insieme per tanto tempo”. Alle 11 celebra la Giornata Internazionale tenendo una grande lezione aperta sul canale Youtube dell’Opera di Roma con i ballerini del Corpo di ballo, “tutti quelli che vorranno esserci, perché sono in cassa integrazione”. Almeno questo è il lato positivo della quarantena: in tutto il mondo grandi étoile si sono messe a disposizione del pubblico. “Io stessa ho seguito Silvia Azzoni dall’Hamburg Ballett. E Alessandra Ferri sta tenendo classi ai miei ballerini”, dice.

Tra i tanti appuntamenti anche La Scala, con i primi Ballerini live alle 14 su Facebook, insieme al Direttore del corpo di ballo Frédéric Olivieri. Ater Fondazione, sul portale EmiliaRomagnaCreativa e Lepida Tv, si dedica ai grandi interpreti internazionali, da “Rocco” di Emio Greco e Pieter C. Sholten con il Ballet National de Marseille (ispirato al film di Visconti) all’irriverente Les Ballets Trockadero de Monte Carlo o e Carolyn Carlson in Immersion. RaiPlay inaugura invece una nuova programmazione sul balletto classico e contemporaneo, dalla tradizione russa dello Schiaccianoci a La Fenice di Venezia alla rilettura di Giselle firmata da Akram Khan per l’English National Ballet. Il 2 maggio alle 22.45, con il documentario di Rita Rocca “Lindsay Dances: il teatro e la vita secondo Lindsay Kemp” Rai5 omaggia il Maestro che sabato avrebbe compiuto 82 anni.

Ma la grande domanda è: quando e come si potrà tornare in scena dal vivo? “Davanti alla salute ci sono altre priorità. La situazione però è difficilissima, per i teatri, le compagnie, le scuole di danza. Nostro dovere è pensare al loro futuro”, dice la Abbagnato, tra i promotori dell’iniziativa “Più uniti che mai”, per un confronto tra i direttori del balletto dei vari Teatri italiani. “Vogliamo far sentire la nostra voce e sono sicura non saremo dimenticati – dice – Ma dobbiamo sapere con esattezza quando ripartiremo e come. Non si può pensare di tornare in sala 70 ballerini tutti insieme”. Il Coronavirus ha già fatto saltare, per la seconda volta, il suo addio all’Opera di Parigi (“La prima volta per lo sciopero, la seconda per il virus: ero quasi in pensione, speriamo che la terza sia quella buona”, ride) e il cartellone dell’Opera di Roma al Costanzi. Ora minaccia anche la stagione a Caracalla. “Attendiamo le decisioni del sovrintendente, ma quasi sicuramente sarà annullata. Mi spiace molto. Avevo programmato Strictly Gershwin, un balletto bellissimo che unisce diversi generi, dal tip tap al tango oltre che classico”. Temporaneamente sospesa anche la preparazione del film sulla sua vita, Etoile, e le prove per Lucrezia Borgia coreografata da Giuliana Peparini. Mentre primo titolo d’autunno all’Opera di Roma sulla carta dovrebbe essere il Notre Dame de Paris di Roland Petit.

“La danza è contatto, bisognerà ripensare tutto – dice – Sto studiando per trovare titoli adatti a quello che si potrà fare. Non mi fa paura. Sono aperta alle creazioni contemporanee. Può diventare una cosa interessante. Prendiamola così”.


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