Al Nord i ristoranti ripartono dal delivery: “Ora profitti in salita”

3 maggio 2020

Alcuni ristoranti del nord Italia, in seguito all’emergenza coronavirus, hanno cercato di ovviare alle disposizioni del decreto firmato dal premier Conte, che prevede la chiusura al pubblico dei ristoranti, riconvertendo le proprie attività di ristorazione in delivery. “Dei 40 dipendenti che abbiamo solo 15 sono in cassintegrazione, gli altri sono stati riconvertiti come fattorini” ha affermato il titolare di tre attività di ristorazione (Brasserie, Pizza Smile e Tablà) ad Adria in provincia di Rovigo. “Abbiamo sviluppato il settore delle consegne e della campagna pubblicitaria – ha aggiunto il titolare dei tre locali in veneto – aumentando del 40% il nostro profitto rispetto all’anno scorso”.
“Non ci credevamo all’inizio, siamo stati costretti a mettere in cassintegrazione tutti i dipendenti” ha confessato il titolare del Rock Burger di Torino, “poi, attraverso il delivery, abbiamo guadagnato il 30% in meno rispetto al fatturato medio antecedente al lockdown ma abbiamo ridotto al minimo le spese registrando un notevole guadagno”. Infine la titolare della Trattoria Taiocchi e della gastronomia Popas, nel bergamasco, ha ribadito l’importanza di una piattaforma e-commerce gestita direttamente dai ristoratori: “Grazie alla nostra piattaforma di delivery, assistita dalla piattaforma Delivery Top (una Webapp creata dall’agenzia Ristoratore Top in grado di gestire ordini, dati e sistemi di fidelizzazione ndr) siamo riusciti ad aumentare il fatturato del 35% rispetto all’anno scorso durante lo stesso mese”.

 

di Edoardo Bianchi



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