Allarme utili da Ford: prevista perdita operativa da 5 miliardi. Anche Airbus in profondo rosso

MILANO – Il conto del coronavirus si fa sentire trasversalmente sulle grandi compagnie mondiali. Prova ne sono, in queste ore, le trimestrali e le stime di performance presentate da gruppi che pure operano in settori diversi, accomunati però dal terremoto scaturito dai lockdown a seguito del Covid 19.

Ford, ad esempio, ha avvertito di aspettarsi una perdita operativa di 5 miliardi di dollari nel secondo trimestre dell’anno a causa dell’impatto della pandemia di coronavirus. La perdita si andrebbe a sommare a quella di 632 milioni di dollari fatta segnare nei primi tre mesi dell’anno. La perdita netta per il primo trimestre del 2020 è stata pari a 1,99 miliardi di dollari, o 0,50 dollari ad azione, rispetto a un utile pari a 1,18 miliardi di dollari, 0,29 dollari ad azione, l’anno precedente. Escluse le voci straordinarie, la perdita ad azione è stata pari a 0,23 dollari. Il fatturato è sceso a 34,32 miliardi di dollari dai 40,34 miliardi del primo trimestre del 2019. Le attese erano per una perdita adjusted ad azione pari a 0,08 dollari su un giro d’affari pari a 34,70 miliardi di dollari. L’azienda ha detto di aver preso in prestito oltre 15 miliardi di dollari e di aver emesso 8 miliardi in obbligazioni non garantite per assicurarsi la liquidità necessaria per contrastare l’impatto della pandemia e di avere – al 24 aprile – liquidità pari a 35 miliardi di dollari.


Di forte perdita si parla anche in casa Airbus, il consorzio europeo che produce aerei per tutto il mondo. Con le compagnie in disperata ricerca di salvataggi pubblici, per chi fornisce loro i velivoli le cose non potevano che volgere al peggio. Airbus ha infatti segnato una perdita netta di 481 milioni di euro nel primo trimestre 2020, a fronte di un utile netto di 40 milioni di euro l’anno precedente. Come ha spiegato la società in una nota, si tratta soltanto dei “primi” effetti dell’impatto che l’epidemia di coronavirus sta avendo sulle attività del gruppo aerospaziale. I ricavi sono scesi del 15,2% nei primi tre mesi dell’anno a 10,6 miliardi di euro, “riflettendo il difficile ambiente che colpisce il mercato dell’aviazione commerciale”. Nel corso del periodo, il produttore di aeromobili europeo ha consegnato 40 velivoli in meno rispetto allo scorso anno a causa della pandemia. Che sia solo l’inizio è chiaro dalle misure che Airbus ha preso: ha sospeso il suo outlook sul 2020, ha eliminato il suo dividendo e ha negoziato nuove linee di credito commerciali il mese scorso quando la diffusione del coronavirus ha iniziato a influire sulle operazioni delle compagnie aeree e ha quasi interrotto la consegna degli aerei.

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