Armenia-Azerbaigian: almeno 39 morti tra militari e civili

Proseguono i combattimenti tra Armenia e Azerbaigian dove, secondo una nota ufficiale del ministero della Difesa della provincia secessionista del Nagorono-Karabakh, sostenuta dall’Armenia, sono morte finora almeno 39 persone.
    Di questi, 32 sono militari separatisti armeni, la metà uccisi ieri e almeno altrettanti questa mattina. Secondo quanto comunicato, sono morti anche cinque civili azerbaigiani e due civili armeni del Karabakh, portando il bilancio ufficiale delle vittime a 39. L’Azerbaigian non ha dato notizie sulle sue perdite militari. 

Almeno 15 soldati separatisti della regione del Nagorno-Karabakh sono stati uccisi oggi nei combattimenti con l’Azerbaigian, ha riferito questa mattina il ministero della Difesa della provincia secessionista sostenuta dall’Armenia. Questo porta a 32 il totale dei soldati uccisi dall’inizio dei combattimenti, ieri mattina. Secondo quanto comunicato, sono morti anche cinque civili azerbaigiani e due civili armeni del Karabakh, portando il bilancio ufficiale delle vittime a 39. L’Azerbaigian non ha dato notizie sulle sue perdite militari.

Frattanto, Mosca invita tutti gli attori interni ed esterni a mostrare la massima moderazione sul Nagorno-Karabakh. “Chiediamo a tutti gli attori interni ed esterni di mostrare la massima moderazione, in particolare in termini di retorica. È importante essere il più prudenti possibile in questo momento per garantire un cessate il fuoco e riportare le parti al tavolo delle trattative”, ha detto il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko. “In qualità di copresidente del Gruppo di Minsk dell’OSCE, la Russia è attivamente coinvolta nel processo dal 1991. Intendiamo mantenere i contatti con tutti i nostri partner”, ha sottolineato il vice ministro. Secondo Rudenko, Mosca è in contatto con altri membri del Gruppo di Minsk dell’OSCE. “La cooperazione all’interno del gruppo ha avuto un discreto successo. Speriamo che dia i suoi frutti per quanto riguarda le attuali tensioni”, ha detto.


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