Armi, Trump abbandona “Cieli aperti”. Ma apre a negoziati a tre con Russia e Cina

NEW YORK – Donald Trump vuole aprire negoziati a tre per la limitazione delle armi nucleari, coinvolgendo la Cina insieme alla Russia. Sarebbe la prima volta da dieci anni che si torna a negoziare un tetto agli arsenali nucleari fra le due superpotenze; e la prima volta in assoluto che una simile trattativa coinvolge la Cina. Nel frattempo gli Stati Uniti abbandoneranno il trattato Open Skies (“cieli aperti”), uno dei più importanti accordi bilaterali di controllo degli armamenti ancora in vigore con la Russia. “Ho buone relazioni con Mosca, ma non rispetta il trattato”, ha detto Donald Trump.

La logica dietro queste mosse è duplice. Da un lato, è da tempo che il Pentagono e l’intelligence degli Stati Uniti, spesso con l’assenso della Nato, denunciano violazioni dei trattati accordi da parte della Russia. D’altro lato la logica degli accordi bilaterali risale a un’epoca in cui gli arsenali americano e sovietico (poi russo) avevano una superiorità soverchiante su quelli di tutte le altre potenze. I vecchi accordi non coinvolgono né vincolano la Cina, che da anni procede nel suo riarmo con aumenti annui a due cifre percentuali nella spesa militare. In molti teatri geostrategici è ormai la Cina la rivale degli Stati Uniti.


Il trattato Open Skies venne firmato nel 1992, appartiene alla generazione degli accordi post-guerra fredda e post-sovietici. La sua finalità era di ridurre i rischi di incomprensioni, malintesi ed errori di calcolo che potrebbero portare a una guerra. Il trattato consente ai firmatari di operare con breve preavviso dei voli di ricognizione, usando apparecchi non armati ma con sensori e apparecchiature elettroniche sofisticate, onde raccogliere informazioni sulle attività militari della controparte. L’idea è che un certo livello di trasparenza può evitare incidenti dovuti a informazioni errate o errori di interpretazione sulle mosse dell’altro. E’ un idea che già era stata adottata in alcuni capitoli del disgelo durante la guerra fredda Usa-Urss: un po’ di spionaggio può preservare la pace; essere all’oscuro di ciò che fa l’avversario può alimentare paranoia e scatenare delle reazioni pericolose.repIntervista

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