Basilicata, balneari sul piede di guerra: “Senza rinnovo delle concessioni niente riapertura”

I balnerari della Basilicata sono sul piede di guerra. E attaccano la giunta del governatore Vito Bardi che non ha ancora sbloccato la questione del prolungamento delle concessioni demaniali con un’apposita normativa regionale di recepimento della legge nazionale. E così le imprese del settore attive sul litorale di Maratea (33 km di costa sul Tirreno) e nel Metapontino (sul versante ionico) chiedono le dimissioni dell’assessore alle Infrastrutture e al Turismo Donatella Merra.

“Le spiagge lucane saranno costrette a rimanere chiuse non per il Covid  – spiegano i balneari di Maratea – ma per l’incapacità della politica regionale di porre fine all’annosa questione delle concessioni demaniali.  E così, oltre a tutte le difficoltà dovute ai nuovi protocolli da seguire per riorganizzare l’accoglienza turistica, con la stagione balneare ormai alle porte, ci troviamo anche di fronte all’incertezza più totale sull’estensione delle concessioni fino al 2033, come previsto dalla legge 145 del 2018. Concessioni che altrimenti sarebbero in scandenza il 31 dicembre 2020”.


Lo stesso ministro dei Beni Culturali con delega al Turismo Dario Franceschini ha annunciato che il governo inserirà nel “decreto Aprile” una norma applicativa per facilitare il prolungamento delle concessioni demaniali marittime proprio per agevolare gli enti locali in ritardo con il recepimento della legge nazionale.

“L’assessore Merra si piega passivamente, assieme al resto della giunta Bardi, all’inerzia dei funzionari del demanio marittimo, che non si decidono a firmare l’estensione – continuano i balneari lucani – . Una inadempienza inspiegabile, dal momento che altre Regioni con coste, come la Sicilia, la Liguria, la Toscana e la Puglia, hanno provveduto per tempo a semplificare il rinnovo con appositi provvedimenti, a prescindere dal loro colore politico”.

Per questo i balneari lucani, riuniti in un coordinamento in cui sono rappresentate le varie sigle sindacali di riferimento (Cna, Sib, Assobalneari-Connfindustrisia, basebalneare-donnemare) sono pronti a organizzare anche una protesta sotto la sede della Regione Basilicata a Potenza e a bloccare le loro attività per l’intera stagione.
 



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