Bellaria Igea Marina. E’ residente a Bellaria un componente della “banda del buco” specializzata nelle rapine alle banche

Come nei film entravano nelle banche scavando cunicoli che, partendo dalla rete fognaria, li portavano all’interno dei caveau. Questa l’accusa nei confronti di dieci rapinatori, tutti pregiudicati e di origine campana, fermati dai carabinieri del comando provinciale di Parma.
Il 31 ottobre la banda avrebbe messo a segno una rapina in un istituto di credito di Parma con un bottino milionario e, secondo gli investigatori, erano pronti a svaligiare un’altra banca del centro della città emiliana.

È sospettato di far parte della banda del buco, anche un sessantaquattrenne residente a Bellaria, fermato dai carabinieri del reparto operativo di Parma in collaborazione con i colleghi della stazione di Bellaria Igea Marina, su disposizione dei sostituto procuratori emiliani Lucia Russo e Fabrizio Pensa. L’uomo è accusato di essere uno dei membri dell’associazione per delinquere un sodalizio ben organizzato dove ciascuno dei componenti svolge un proprio ruolo.  Il “bellariese”, tra l’altro, avrebbe fatto da prestanome del gruppo nell’affittare un appartamento “insospettabile” scelto come base per almeno una delle incursioni.

Finora tutti i colpi attribuiti alla banda sono rimasti impuniti, grazie alla “professionalità” dimostrata. Qualche errore però devono averlo fatto nonostante lo sfoggio anche tecnologico (hanno utilizzato in passato schiume e acidi per cancellare le proprie tracce biologiche), se gli investigatori parmensi sono adesso convinti di essere arrivati alla loro identificazione.

Si tratterà adesso di circoscrivere il ruolo, forse solo marginale, che avrebbe svolto il campano residente a Bellaria, non propriamente uomo d’azione, e approfondire le sue relazioni in Romagna.

 

 

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