Bellaria Igea Marina. Questione Aquabell-Palacongressi e famiglia Foschi, interviene l’Amministrazione comunale

 L’Amministrazione ha accolto con molta perplessità le esternazioni della Famiglia Foschi in merito alla questione Aquabell-Palacongressi: un intervento tardivo nei tempi, poiché segue mesi se non anni, di inerzia da parte degli interessati sulla vicenda, e assolutamente impreciso, ai limiti della scorrettezza, per quanto concerne i contenuti.
Come noto, alla luce dell’interesse del Comune a rilevare il Palacongressi, nel 2012 la Famiglia Foschi ha stabilito insieme al Comune e sottoscritto le condizioni dell’accordo con cui si stabiliva il valore della struttura a quella data, e si concordava l’indennizzo della proprietà attraverso l’aumento degli indici edificatori per l’ex area Aquabell. La proposta di cui la Famiglia Foschi ha parlato sulla stampa non solo non rientrava nei parametri concordati e sottoscritti (con differenze per altro macroscopiche), ma più in generale non rispettava le prescrizioni che le normative edilizie prevedono.
Questo sarebbe sufficiente per far calare il sipario sulla polemica sollevata dai Foschi, se non fosse per le altre allusioni in cui la proprietà si avventura nella sua uscita pubblica.
Si lascia intendere, negli articoli letti, che il Comune avrebbe in qualche modo promosso un accordo in cui credeva poco, e che lo avrebbe fatto volontariamente per poi entrare in possesso gratuitamente del Palacongressi; una malafede tra l’altro aggravata, si lascia intendere, da poca limpidezza.
Si tratta di affermazioni smentite dal grande interesse mostrato dal Comune sull’intera vicenda, in maniera trasparente e scandito da numerosi atti e delibere di indirizzo prodotti in merito, cui si aggiunge l’inserimento nel Rue di ciò che gli accordi prevedevano sul piano urbanistico; un insieme di atti liberamente consultabili con cui il Comune ha voluto, sin da subito, condividere passo a passo con la Città il percorso che si era inteso intraprendere.
Il Comune ha creduto più di tutti nel buon esito della vicenda. Sicuramente più della Famiglia Foschi – e dei suoi consulenti -, che si è distinta per inerzia, disinteresse, inefficacia sul mercato ed assenza in qualità di interlocutore al punto che, ad un certo punto della vicenda, è divenuta Carim il reale interlocutore del Comune. Carim che valuterà come meglio ritiene le parole della Famiglia Foschi, ma il cui impegno è da riconoscere ed è suffragato nel concreto anche dall’atto di pagamento dei creditori e dalla sottoscrizione di una lettera di intenti tra le parti: una presenza attiva nella partita.
Chiudiamo con due considerazioni.
La prima. L’accusa di voler penalizzare l’imprenditoria privata ed il libero mercato non regge il confronto con ciò che il Comune ha promosso presso il Palacongressi in questi anni, ponendo le condizioni affinchè la struttura, portatrice di un prezioso indotto anche per il settore ricettivo e commerciale, rimanesse viva e operativa. A meno che per imprenditoria privata e libero mercato non si intenda la triste fine fatta da “Le Conchiglie” di Riccione, che con il Palacongressi condivide fortunatamente solo tempi e proprietà. Il confronto è impietoso ma necessario.
Logica impone anche una seconda considerazione. Le parole della Famiglia Foschi sulla proposta dell’imprenditore tedesco sono, per alcuni versi, il miglior assist che l’Amministrazione Comunale potesse desiderare per smentire le illazioni, che hanno visto protagonisti anche partiti di opposizione, circa la ‘colata di cemento’ che interesserebbe l’ex area Aquabell. Delle due l’una: o è già programmata la ‘colata di cemento’, oppure, in assenza del rispetto degli accordi, le previsioni urbanistiche paventate non si potranno concretizzare.
Carmela Vigliaroli
cvigliaroli@giornaledelrubicone.com