Berlusconi: “Riforma che ci penalizza”. Il centrodestra compatto sul No

Alla fine si è trattato della solita tempesta in un bicchier d’acqua. La maggioranza, pur sfibrata, si ricompatta al Senato per far passare il Mes voluto da Gualtieri, ma soprattutto per non far cadere il governo. Mentre il centrodestra compatto sta alla finestra e si gode la ritrovata armonia e l’unità di vedute. Insomma Salvini, Berlusconi e la Meloni si ritrovano sotto il rifiuto di una riforma del «meccanismo di stabilità» che non fa, secondo loro, gli interessi dell’Italia. «Non intendiamo votare una riforma del suo regolamento che conferisca a Francia e Germania diritto di veto sui finanziamenti del Mes agli altri Paesi, compresa l’Italia – spiega il leader azzurro -. Già un anno fa abbiamo resa pubblica questa posizione e non vediamo perché dovremmo cambiarla». E Giorgia Meloni (FdI) si augura che tutti oggi votino secondo coscienza. Includendo quindi anche quelli di maggioranza. «Qui non c’è in gioco il futuro del governo. Bensì quello ben più importante della nostra libertà». Tema questo spiegato con un articolato ragionamento dalla capogruppo azzurra a Palazzo Madama. «Conte in Europa avrebbe dovuto negoziare il nostro ruolo – spiega Anna Maria Bernini -, quello di terzi contributori del Mes, e invece la riforma riduce drasticamente il nostro potere decisionale sull’uso del Fondo. Non sapremo i nostri soldi per cosa saranno esattamente impiegati. C’è poca trasparenza e soprattutto pochissima Europa come ha detto un anno fa Berlusconi. Altra cosa è il Mes sanitario, nato esclusivamente per fronteggiare la pandemia: un fondo speciale, esclusivo, circoscritto, indispensabile per potenziare le strutture ospedaliere. Il compito di Conte è di difendere e sostenere il miglior risultato per l’Italia, non di dire sì a testa bassa mortificando la nostra storia».

Insomma oggi pomeriggio a Palazzo Madama non dovrebbero esserci colpi di scena dopo la presentazione di una nuova risoluzione di maggioranza che accontenta tutti (Renzi e grillini compresi). «Sul Mes, pur di salvare le poltrone – commenta l’azzurro Giorgio Mulè -, la maggioranza manda in scena l’ennesima capriola di ipocrisia e mette a rischio i risparmi degli italiani mentre sul Recovery si muove su un terreno opaco e anticostituzionale, per usare le parole di un ministro».

Quello che servirebbe al Paese e all’Europa, spiega il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, è invece un «fondo comune simile al Fondo monetario internazionale governato a livello comunitario e sottoposto al controllo del Parlamento europeo».



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