Bond sociali e rientro di capitali, botta e risposta Bonomi-Messina

MILANO – L’idea di bond sociali per far ripartire il paese accompagnati da uno scudo penale per chi trasferisce capitali dall’estero – lanciata dall’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, non piace al presidente designato di Confindustria Carlo Bonomi. Intervenendo a Mezz’ora in più, Bonomi ha spiegato che “il rientro dei capitali dall’estero, con uno scudo per chi ha evaso le tasse, per comprare i titoli di Stato – osserva – non è la strada che mi piace”.

Immediata la replica di Messina.  “Condivido, ovviamente, l’affermazione di Bonomi: le tasse vanno pagate da tutti – ha affermato l’amministratore delegato di Intesa – resta il fatto che il rientro in Italia di capitali detenuti all’estero, anche lecitamente, e il loro investimento nelle aziende per ridurre il ricorso alle garanzie statali, o la sottoscrizione di titoli di stato che sostengano progetti sociali che contrastino l’aumento della povertà, darebbe un importante contributo al Paese”.


In un’intervista al “Sole 24 Ore” ieri il banchiere aveva sostenuto che occorre mettere a punto un nuovo strumento finanziario, che serva al paese per reggere l’urto dei mercati.  Un bond che offra rendimenti competitivi, sgravi fiscali e scudo penale per i capitali riportati entro i confini nazionali e usati per sottoscrivere questi strumenti.  “Quanto ai titoli di Stato detenuti dalle banche – ha aggiunto Messina toccando un altro tema trattato da Bonomi – per quanto riguarda il nostro gruppo siamo il principale investitore privato, con titoli in portafoglio per complessivi 85 miliardi di euro: confermiamo il nostro impegno nei confronti del debito pubblico del Paese”.
 


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