Bonus energia, altra proroga. Ma Arera vuole rendere gli sconti automatici da subito

Un’altra proroga per i bonus sociali di acqua, luce e gas. L’autorità per l’energia Arera ha preso atto di un lockdown che, seppur alleggerito, continuerà ancora per alcune settimane. E ha deciso di intervenire ancora una volta, dopo averlo fatto a fine marzo per dare il tempo alle famiglie – ancora chiuse in casa – per presentare la domanda.

Il bonus è applicato come uno sconto annuale in bolletta, che varia a seconda del reddito e, per quanto riguarda il gas, anche della zona climatica. Per richiederlo è necessario fare richiesta al Comune, anche attraverso un Caf.


Mentre il precedente intervento era sui consumatori con bonus in scadenza tra il primo marzo e il 30 aprile, in questo ultimo provvedimento Arera estende la platea anche a tutti coloro che avevano come scadenza il 31 maggio. Tutte queste persone potranno presentare domanda fino al 31 luglio 2020. Una volta accettata la domanda, lo sconto in bolletta verrà applicato “in modo continuato e retroattivo a partire dalla data di scadenza originaria. Il rinnovo ha la consueta durata complessiva di 12 mesi”, spiega l’autorità.

A partire dal 2021 i bonus sociali dell’energia saranno automatici: chi ne ha diritto non dovrà più richiederlo ogni anno ma se lo vedrà applicato in bolletta senza bisogno di fare nulla. La novità, richiesta da anni da associazioni di consumatori e dalla stessa Arera, è contenuta nel Dl Fisco approvato a fine 2019. Prevede un passaggio di informazioni tra Inps (che detiene le informazioni sui nostri redditi) e Acquirente Unico, che ha i dati di tutti i titolari di contratti energetici. Fino a quel momento, però, si dovrà fare domanda al proprio Comune.

Proprio per questo il presidente di Arera Stefano Besseghini ha fatto sapere che l’autorità ha consigliato a governo e Parlamento di rinnovare, in automatico, i bonus per un altro anno “fino all’avvio del riconoscimento automatico in base all’Isee già previsto a partire dall’anno 2021”. In pratica sarebbe una sorta di partenza anticipata del nuovo meccanismo, in considerazione dell’emergenza sanitaria in corso e del lockdown che sta ampliando le sacche di povertà nel nostro Paese.



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