Borse deboli all’inaugurazione della Fase 2. Pesano le accuse Usa alla Cina

MILANO – Nel giorno dell’avvio ufficiale della Fase 2 in Italia, quella che ‘libera’ dal blocco 4,4 milioni di Italiani, i mercati finanziari guardano ai nuovi dati sull’andamento delle industrie per avere un ulteriore ritorno di quanto profonda sia la cicatrice economica del coronavirus. Le indicazioni dei future sono al ribasso, con Wall Street priettata in calo di quasi due punti percentuali dopo le vendite di venerdì scorso. Ancor peggio l’Europa, con l’Eurostoxx 50 che indica cali peggiori del -3 per cento.

Dopo il rimbalzo dai minimi di marzo, i listini sono entrati di nuovo in una fase di incertezza: come nota Bloomberg, gli investitori cercano di capire quanto sarà accelerato il ritmo della ripresa, intanto preferiscono non assumersi ulteriori rischi. “E’ difficile credere che torneremo ai livelli di marzo”, dice un operatore all’agenzia Usa, “ma è probabile ridiscendere nella parte bassa della forchetta delle valutazioni vista ad aprile, quindi un 7-10% sotto i livelli attuali”. Non aiutano a stare sereni, in questo senso, le accuse americane alla Cina sull’origine del virus, che fanno risalire la tensione tra le due superpotenze.


I listini asiatici hanno trattato deboli, senza i riferimenti di Tokyo e delle Piazze cinesi che sono rimaste chiuse per festività. Hong Kong tratta in ribsasso di quasi 4 punti percentuali, vicino al -2,5% la Borsa di Seul.

L’agenda macro ruota intorno agli indici Pmi del manifatturiero dell’Eurozona, anticipatori dei livelli di attività nelle fabbriche. Occhi anche sugli ordini alle industrie americane, mentre a mercati chiusi arriverà il dato delle vendite auto in Italia per il mese di aprile: atteso un tracollo, visto il lockdown. Per la finanza, in evidenza i risultati trimestrali di Ferrari oltre all’assemblea di Salini Impregilo. L’euro apre sopra 1,09 dollari e lo yuan scende ai minimi da sei settimane, dopo le accuse di Washington a Pechino sulla diffusione del coronavirus. La moneta europea passa di mano a 1,0938 dollari e 116,77 yen. Dollaro/yen a 106,75 e yuan a 7,1560 sul biglietto verde sul mercato offshore. Nell’agenda settimanale è previsto il nuovo rating di Moody’s all’Italia, venerdì.

Tra le le materie prime, il prezzo dell’oro scende sotto 1.700 dollari l’oncia. Lo spot gold arretra dello 0,1% a 1.697 dollari. Torna sotto pressione il petrolio, con il Wti in calo di oltre 5 punti percentuali a 18,6 dollari al barile. Anche sul greggio si fanno sentire le tensioni Usa-Cina.



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