Caos procure: trame e strategie, la rete di relazioni nelle carte dell’inchiesta su Palamara

Luca Palamara parlava con tutti. Imprenditori, politici e tanti tanti magistrati. Di Roma ma anche di altri tribunali: una rete di relazioni per la quale, da ex consigliere del Csm e da capo della corrente Unicost, metteva in piedi alleanze e strategie. Si confrontava con i colleghi, decideva chi appoggiare, indirizzava i voti dei suoi fedelissimi a palazzo dei Marescialli. Smistava chiamate con richieste per incarichi in tutta Italia. E si difendeva dalla fronda interna che lo voleva fare fuori quando hanno iniziato a circolare le notizie su un’indagine che lo coinvolgeva a Perugia (nella quale, non a caso, si contesta anche la rivelazione del segreto d’ufficio). C’è tutto questo nelle migliaia e migliaia di pagine depositate dalla procura umbra insieme all’avviso di conclusioni indagini notificato all’ex pm e altri 4. L’indagine, che l’estate scorsa aveva sconvolto il mondo giudiziario, facendo tremare l’organo di autogoverno della magistratura e portando alle dimissioni di cinque consiglieri e del procuratore generale presso la corte di Cassazione Riccardo Fuzio, è chiusa. Al centro delle indagini, Luca Palamara, ex consigliere togato del Csm e presidente dell’Associazione Nazionale magistrati, pubblico ministero a Roma con aspirazioni di fare l’aggiunto.repApprofondimento

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