Carabiniere pestato, solidarietà antifascista: “Hanno fatto bene”. Siti antagonisti e No Tav si schierano con i manifestanti arrestati per il pestaggio del carabiniere a Piacenza

La rete antagonista si mobilita per i manifestanti arrestati tra ieri e oggi per i fatti di Piacenza.

E a poche ore dai blitz il web già brulica di messaggi di solidarietà, amicizia e sostegno: “Libertà per Giorgio e Moustafa”.

Mentre Luca Belvedere veniva operato a Firenze, digos e Arma procedevano alle identificazioni. Ieri Giorgio Battagliola (cuoco a “La Credenza” di Bussoleno) e Moustafa Elshennawi (operaio tunisino) sono stati prelevati ieri sera. Oggi invece la Digos di Bologna è andata ad arrestare un giovane modenese del collettivo “Guernica”. Un affronto per gli antifascisti di ogni ordine e grado, che online rivendicano la reazione alle manganellate.

Moustafa e Giorgio. Gente che la conosce bene, la violenza dei carabinieri – si legge su Infoaut, portale di informazione antagonista – Moustafa, un operaio abituato, nelle decine di picchetti degli scioperi della logistica a cui ha partecipato, a sentire sulla schiena il manganello dei celerini al servizio dai padroni delle coop. Giorgio, un compagno che ha visto l’Arma sbarcare decine di volte a buttare per strada le famiglie senza casa mentre partecipava ai picchetti anti-sfratto”. Non manca l’indirizzo del carcere di Piacenza dove inviare lettere di conforto. Radio Onda d’Urto, invece, propone una personalissima cronaca di sabato pomeriggio e parla di “conquista delle strade del centro” anziché di violenza contro le forze dell’ordine. Mistero. Barletta Antifascista rivendica la “giusta rabbia” espressa a suon di bastonate. E in uno post scritto da “Miria” a propostito del pizzaiolo No Tav si legge: “Penso che abbia fatto bene. Vorrei ricordare che le forze dell’ordine hanno fatto molto di più”. In fondo credono che “con i fascisti e chi li difende non c’è dialogo che regge, bisogna ricacciarli nelle fogne da cui provengono”. Magari rompendogli le spalle e pretendendo subito dopo “l’immediata liberazione”.

La solita solidarietà antifascista per i compagni ammanettati. “A loro va tutta la nostra solidarietà e quella di chiunque creda che opporsi ad ogni forma di fascismo sia condizione necessaria per costruire nuove forme di vita”, scrive su Facebook globalproject.info. Sulla stessa linea il collettivo Tebezao. Vicinanza che non ha mancato di esprimere neppure il sindacato Cobas in un comunicato in cui non stigmatizza il comportamento dei violenti, ma derubrica il tutto ad una marginale “reazione di qualche compagno alle manganellate dei tutori del ‘disordine’”. Reazione da cui si sarebbe a loro dire inscenata “una gazzarra come se tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione fossero dei delinquenti paragonabili ai fascisti”. I Cobas, insomma, non hanno visto violenze. Solo “scaramucce”. Inutile far notare che i video raccontano un’altra storia. Il Giornale.it