Cassa integrazione veloce: l’Inps anticiperà subito il 40% su tutti gli assegni

ROMA – La Cassa integrazione in deroga sarà autorizzata dall’Inps e non più dalle Regioni. Non solo: l’Inps anticiperà subito il 40%. Anticipo che vale anche per gli altri due ammortizzatori sociali finanziati dal decreto Cura Italia (5 miliardi) e rifinanziati dal decreto Rilancio (15 miliardi): la Cassa integrazione ordinaria e l’assegno ordinario erogato dal Fis, il Fondo di integrazione salariale.

Le nuove regole però si applicano solo di qui in avanti: dall’entrata in vigore del decreto per la Cig in deroga e dal trentesimo giorno dell’entrata in vigore del decreto (cioè da metà giugno) per le altre Cig. Almeno così prevede la bozza del decreto Rilancio, all’esame del Consiglio dei ministri.


CIG IN DEROGA – Si tenta di togliere un tappo che aveva frenato non poco l’erogazione di questo specifico ammortizzatore sociale: solo un lavoratore su cinque – 122 mila su 640 mila – ha incassato i soldi sin qui. Anche se i richiedenti sarebbero molti di più: 1,3 milioni secondo i dati regionali elaborati dalla Uil.

L’accordo tra governo e Regioni  – accelerato nelle ultime ore – si è tradotto in un articolo (il 73 ter) del decreto Rilancio. Le aziende che devono ricorrere alla Cig in deroga – quelle piccole sotto i 5 dipendenti e molte anche grandi del commercio – dovranno fare la domanda direttamente all’Istituto di previdenza – entro 15 giorni dalla sospensione o riduzione dell’attività – con l’elenco dei beneficiari e le ore di sospensione per ciascun lavoratore. 

L’Inps autorizza le domande e anticipa subito il 40% delle ore autorizzate entro 15 giorni dal ricevimento della domanda stessa. E il restante 60% (o il recupero di somme eventualmente non dovute) quando riceverà tutta la documentazione con le ore di Cassa effettivamente usufruite. Attenzione però: la novità si applica solo alle nuove domande inviate dall’entrata in vigore del decreto.

Questo significa che si configura un doppio binario per la Cig in deroga. Per le prime 9 settimane previste dal Cura Italia, si segue il vecchio iter: domande alle Regioni. Per le altre 9 settimane, prorogate dal nuovo decreto, c’è l’invio diretto a Inps col 40% di anticipo.

La fruizione di queste 9 ulteriori settimane è poi spezzatata: le prime 5 settimane sono utilizzabili solo da quei datori di lavoro ai quali sono state già riconosciute le prime 9 (non dovranno rifare la domanda). Le restanti 4 settimane da attivare tra il primo settembre e il 31 ottobre 2020.



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