Centrodestra, sveglia

Questo governo cadrà o non cadrà? La risposta giusta è quella che mi diede Silvio Berlusconi in una cena privata la sera dell’11 novembre. Ma non dello scorso anno, bensì del 2006. Da sei mesi governava, insieme a tutta la sinistra, Romano Prodi, che aveva vinto le elezioni per una manciata di voti. Dall’opposizione ogni giorno il centrodestra con Fini, Casini e Bossi – faceva fuoco e fiamme per far cadere la fragile e litigiosa maggioranza. Quella sera Berlusconi fu categorico: «Il governo Prodi non cadrà ora e neppure domani, perché manca un killer per farlo fuori. Dobbiamo metterci il cuore in pace. È vero che tutta la sinistra vorrebbe disfarsi di questo signore che si sta occupando solo della sua rete di potere personale, ma per farlo occorre trovare qualcuno disposto a sferrare il colpo mortale. E su questo non c’è il minimo accordo. Inoltre sono troppo sotto nei sondaggi per rischiare nuove elezioni: non hanno più del 44%». Il Cavaliere se la prese anche con i propri senatori: «Pensano troppo alla poltrona. Mi gioco la testa che se la sinistra avesse problemi seri qualche senatore dei nostri si sentirebbe improvvisamente male al punto di dover lasciare l’aula e andare in infermeria. Anche la barberia comunque potrebbe tornare utile».

Sono passati quattordici anni e siamo esattamente nelle stesse condizioni del 2006. E anche oggi, immagino, Berlusconi a differenza di quanto sostengono sia Salvini sia Meloni, sa bene che nessuna opposizione per quanto si dia da fare ha la minima possibilità (per gli stessi motivi dell’epoca Prodi) di fare cadere il governo: le sue munizioni fanno un grande casino ma sono a salve, come quelle di qualsiasi opposizione. Serve un killer che venga dall’interno di quel mondo e colpisca quando Conte meno se lo aspetterà.
I killer di Prodi, un anno e qualche mese dopo quella cena con Berlusconi, furono suoi due soci di maggioranza: Clemente Mastella (che si dimise da ministro della Giustizia) e un oscuro senatore dell’estrema sinistra, Franco Turigliatto, che un bel giorno fece mancare il suo decisivo voto di fiducia.
Chi potrebbero essere oggi i Mastella e i Turigliatto di turno non lo sappiamo. I candidati killer sono più d’uno e chissà se prima o poi entreranno in azione.

Non resta che aspettare, ma nel frattempo invece che inseguire spallate irrealistiche, l’opposizione di centrodestra bene farebbe a riorganizzarsi per essere pronta e in forma se mai arrivasse il giorno fatidico prima della scadenza naturale della legislatura. Come? In attesa del killer Berlusconi, nel 2007, si inventò dall’opposizione il «patto del predellino» che diede vita al Pdl (Popolo delle libertà), cioè alla fusione in un unico partito di Forza Italia (allora maggioritaria), Lega e An. E pochi mesi dopo arrivò, siamo nel 2008, un trionfo elettorale insperato e inatteso nelle proporzioni.
Questo per dire che al centrodestra servirebbe un nuovo «predellino», ma per farlo ci vuole qualcuno capace di intestarsi l’eredità di Berlusconi a tutto tondo.

Ben vengano candidature.



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