Cesena. I dipendenti di Babbi manifestano fuori dall’azienda per gridare il loro grazie

Mentre dal resto del mondo arrivano storie di privazione dei diritti dei lavoratori, molti ridotti in questi tempi a livello di schiavitù, l’atmosfera dell’azienda Babbi è molto diversa tanto che i suoi dipendenti hanno deciso di organizzare una manifestazione per gridare il proprio grazie ai suoi titolari.
È un normale venerdì di frenesia pre-natalizia in Babbi: la produzione è in fermento, l’aroma di cioccolato scalda l’atmosfera, i telefoni squillano, le tastiere dei computer risuonano sotto le dita degli impiegati, le voci si fanno sempre più concitate. Ma allo scoccare delle 11.30 qualcosa cambia: gli uffici e i reparti produttivi improvvisamente si svuotano. La Famiglia Babbi è convocata urgentemente in riunione. Cosa succede?
Davanti all’azienda cominciano ad uno ad uno a radunarsi tutti i dipendenti Babbi, chi con il camice da produzione, chi con il grembiule da cuoco, chi con la tuta da manutentore, chi con il cappotto.
La famiglia Babbi, radunata dal Direttore Generale con una scusa, viene portata fuori dall’azienda.
Non appena Giulio Babbi seguito dai figli Carlo, Gianni e Piero, e dai nipoti Andrea, Carlotta, Chiara, Filippo, Paolo fanno capolino, si alza alto nel cielo un applauso e viene sventolato un cartello con scritta una sola parola: GRAZIE!
In un periodo in cui si verificano tante manifestazioni di dolore e di dissenso, i dipendenti Babbi hanno voluto organizzare una manifestazione di ringraziamento e di gioia per una “Famiglia”, non solo un’Azienda, che non ha mai abbandonato i suoi “figli” neanche nel momento più difficile, aiutandoli sia economicamente che spiritualmente, facendoli sempre sentire protetti e mai soli.
“Una manifestazione d’affetto nei vostri confronti per dirvi Grazie per quello che fate per noi!”
Perché tutti conoscono il lato dolce di Babbi, ma vi possiamo assicurare che il lato umano è ancora più grande!