CESENA. Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ad oggi negli spostamenti vince l’automobile

 

Le donne prediligono bici e trasporto pubblico locale – Gli elementi emersi dal termometro della mobilità

I cesenati prediligono ancora l’automobile per i propri spostamenti quotidiani. È questo uno dei primi dati che emerge dal documento conoscitivo “Termometro della Mobilità” elaborato da DECISIO nell’ambito del percorso partecipativo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

Puntando infatti la lente sul pendolarismo complessivo giornaliero, interessato da circa 70 mila utenti giornalieri, e sui processi che caratterizzano il territorio, il quadro complessivo si divide tra il 67% degli spostamenti in automobile (tra conducenti e passeggeri), il 15% su mezzi pubblici e il 14% a piedi o in bicicletta. Di questi, il 59% è interno al territorio comunale, mentre il 27% è attratto dall’esterno del Comune. Ben 19 mila sono gli spostamenti da fuori comune diretti a Cesena, e 9.800 gli spostamenti in uscita. Per il 72% dei casi (circa 50 mila) gli spostamenti totali che interessano il Comune avvengono per lavoro e per il restante 28% per ragioni legate allo studio (circa 20 mila). A questi si sommano chiaramente gli spostamenti occasionali (acquisti, necessità, visite familiari).

“Dal Rapporto elaborato – commenta l’Assessora alla Mobilità Sostenibile Francesca Lucchi – emerge che i pendolari che si spostano per lavoro, circa l’84%, preferiscono la mobilità motorizzata privata e solo il 4% il trasporto pubblico. Mentre gli studenti si muovono prevalentemente sui mezzi pubblici.
Bisogna sottolineare tuttavia che tutti gli spostamenti interni interessano tratti relativamente brevi, in media 3,5 chilometri, che potrebbero essere percorsi in modo alternativo, in bicicletta, monopattino o a piedi. In merito agli spostamenti verso altri comuni siamo davanti a un percorso medio di 10/15 chilometri che sarebbero percorribili con una bicicletta elettrica se facilitati da interventi di infrastrutturazione ciclabile, anche di carattere sovracomunale.
La direzione è proprio questa: guardando alla Cesena del domani da un lato investiremo, come già stiamo facendo, su una mobilità leggera che garantisca una riduzione significativa di CO2 e dall’altro punteremo sulla rete delle piste ciclabile, 92 i chilometri esistenti, ulteriori in via di realizzazione, alcuni lavori sono stati avviati in queste settimane e proseguiranno per tutto il 2021 con l’obiettivo ultimo della realizzazione della bicipolitana. Alla base di questa analisi inoltre vi deve essere un modo diverso di pensare agli spostamenti e una cultura della mobilità chiaramente più green: partendo dal ripensare l’esigenza di mobilità, come per altro i nuovi modi di lavoro agile spingono in tanti e che è ragionevole pensare che questa trasformazione possa perdurare anche dopo l’emergenza sanitaria in corso, e rivedendo le scelte di mobilità negli altri casi. A Cesena le opportunità per la mobilità sostenibile sono molteplici ma certo è necessario porre le basi per garantire spostamenti su ciclabili confortevoli e sicure, soprattutto in relazione alle zone più periferiche del nostro territorio e vedere in modo sinergico le opportunità di intermodalità dei mezzi di mobilità sostenibile, sia ciclabile, che trasporto pubblico, che camminabilità”.

Osservando la distribuzione dei flussi emessi per zoninterne è possibile notare quali aree della città pesano maggiormente sulla mobilità complessiva.  Dismano, Centro urbano e Cervese rappresentano i poli che attraggono la maggior parte della mobilità. Il Centro è in particolare il quartiere dove sono diretti i flussi provenienti da fuori comune. Inoltre, il 15% della mobilità è prodotto dalle case sparse.

Sviluppando invece un’analisi di genere, dal Termometro emerge invece che le donne rappresentano una quota inferiore nel pendolarismo per lavoro rispetto gli uomini (46% verso 54%) e si spostano per distanze mediamente inferiori. Generalmente le donne lavorano mediamente all’interno del comune di residenza. Le differenze non mancano inoltre anche nella scelta dei mezzi di trasporto prediletti: le donne sono accompagnate in auto più spesso e sono le più virtuose dal momento che si muovono perlopiù con il tpl, a piedi o in bicicletta.