CESENA TRA LE CITTÀ VINCITRICI DEL BANDO ITALIA CITY BRANDING DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. SESTA CITTÀ IN ITALIA E PRIMA IN EMILIA-ROMAGNA

 

UN MILIONE PER PROGETTARE INVESTIMENTI IN IMPIANTISTICA SPORTIVA E RETE CICLABILE DEL VALORE DI OLTRE 10 MILIONI DAL GOVERNO 825 MILA EURO

Cesena tra le 20 città pilota vincitrici del bando “Italia City Branding” riservato ai Comuni capoluogo di
provincia. Il bando, che vede la nostra città sesta in graduatoria e prima in Emilia-Romagna, finanzierà
la progettazione definitiva ed esecutiva di investimenti pubblici realizzabili in tempi rapidi con un
impatto economico, ambientale e sociale positivo. Cesena ha partecipato con un progetto che coniuga
Sport e Mobilità sostenibile che contraddistingue il Piano di mandato ma anche l’idea di città che
l’Amministrazione comunale intende veicolare: si tratta di “Cesena Sport City: Progettazione di
interventi su sei poli sportive e sulla rete ciclopedonale di collegamento”. In questo modo il Governo
inserisce il nostro Comune nella classifica delle città più sostenibili del Paese. Con l’obiettivo di
elaborare e attuare piani di investimento con una prevalente componente infrastrutturale, che
valorizzino le potenzialità attrattive delle città italiane rispetto agli investimenti nazionali e stranieri,
puntando a sviluppare un brand cittadino, InvestItalia e la Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno
destinato al Comune il finanziamento richiesto di 825 mila euro a cui saranno sommati i 175
mila euro messi a Bilancio e già destinati alla Progettualità futura.
“È per noi un risultato importante – commenta il Sindaco Enzo Lattuca – che ci consentirà di portare
avanti quanto già inserito nelle Linee di mandato e di lavorare sulla qualità dei progetti presentati
potendo contare su una quantità inedita di risorse destinate alla sola fase della progettazione. Questo
riconoscimento ottenuto dal nostro Comune ci soddisfa e ci dà la possibilità di concentrarci sulla
progettazione di un progetto cardine per la nostra città a cui seguirà una seconda fase di interventi di
altissima qualità e di grandissima ampiezza. Con questo progetto pilota il Governo intende rilanciare gli
investimenti dei Comuni, che devono avere un ruolo fondamentale nella ripresa economica e sociale del
Paese. Tutti i progetti selezionati infatti hanno la particolarità di avere al centro della valutazione la
sostenibilità, non solo intesa in chiave economica, ma anche ambientale e sociale. Inoltre, questi
progetti sono stati finanziati con gli stessi criteri che saranno alla base delle linee direttrici dell’utilizzo
del Ricovery Fund. Ed è per questo che il risultato raggiunto rappresenta per noi un’opportunità per
concorrere all’ottenimento dei finanziamenti necessari anche alla realizzazione delle opere”.
L’obiettivo del bando è quello di accrescere l’attrattività dei territori rispetto agli investimenti,
valorizzando gli aspetti maggiormente identitari del tessuto produttivo, culturale e sociale delle città. Il
progetto presentato da Cesena infatti ha la finalità di valorizzare il territorio. “Cesena Sport City e la
creazione di una rete ciclabile di grandi dimensioni in grado di creare collegamenti lenti fra zone
strategiche della città – prosegue il Sindaco – rafforzano il modello di mobilità urbana sostenibile,
sviluppano e modernizzano le infrastrutture sportive in un’ottica di messa in sicurezza, efficientamento
energetico e valorizzazione del patrimonio immobiliare sportivo cittadino, e consolidano il concetto di

pratica sportiva non solo legata alla salute e al benessere fisico ma anche nella dimensione aggregativa e
sociale, grazie al potenziamento dell’offerta dei nuovi poli impiantistici.
PROPOSTA. La proposta si delinea nei seguenti obiettivi chiave: individuazione di 6 aree sportive di
grandi dimensioni, più efficienti e polifunzionali, attrattivi e di interesse anche sovra comunale;
realizzazione di una rete infrastrutturale di mobilità sostenibile per il collegamento degli impianti;
realizzazione di percorsi ciclopedonali e naturalistici a collegamento di quelli extraterritoriali. In tutti i
casi si tratta di aree di proprietà dell’Ente e non è previsto nuovo consumo di suolo.