Coronavirus, braccio di ferro Usa-Cina su Taiwan all’Oms

Non c’è solo la proposta di inchiesta sulle origini del virus. In vista dell’assemblea dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che si terrà (in videoconferenza) il 18 maggio, un altro tema promette di infuocare lo scontro tra Cina e Stati Uniti: la partecipazione ai lavori di Taiwan. La Repubblica di Cina, nome ufficiale di Taiwan, è universalmente considerata un modello nel contenimento dell’epidemia: nonostante la vicinanza con il focolaio di Wuhan, grazie a una strategia tempestiva ed efficace, è riuscita a limitare a soli sei decessi il bilancio del contagio, senza neppure attuare misure di “lockdown”.

Forte di questi risultati, ora Taipei chiede di essere riammessa alle riunioni dell’Oms, da cui Pechino, che non ne riconosce la sovranità e la considera una provincia da riunificare, l’ha esclusa negli ultimi anni. Gli Stati Uniti di Donald Trump, impegnati in uno scontro a tutto campo contro il Dragone, appoggiano la richiesta. La Cina comunista, altrettanto ovviamente, la considera inaccettabile. In tutto questo l’Oms sembra avere tutta l’intenzione di ignorarla: lunedì il suo rappresentante legale ha spiegato che come per l’Assemblea generale dell’Onu, il seggio assegnato alla Cina spetta dal 1971 alla Repubblica popolare cinese.


Eppure dal 2009 al 2016, un periodo in cui le relazioni tra Taiwan e la Cina erano migliori, Formosa era stata ammessa a partecipare ai lavori dell’Assemblea mondiale della sanità come uditore. Partecipazione che Pechino ha bloccato quando sull’isola sono saliti al governo i democratici di Tsai Ing-wen, contraria alla riunificazione e per questo vista dalla leadership comunista come una separatista. Taiwan sostiene che la sua esclusione dall’Oms abbia reso più difficile ottenere informazioni sul virus. Martedì il suo ministro della Salute Chen Shih-chung, regista della strategia nazionale di prevenzione, ha rinnovato l’appello per l’inclusione: “Se la missione dell’Oms è davvero di garantire il più alto livello di salute raggiungibile per ogni essere umano, allora l’Oms ha bisogno di Taiwan proprio come Taiwan ha bisogno dell’Oms – si legge nella lettera -. Tuttavia Taiwan è stata a lungo esclusa dall’OMS a causa di considerazioni politiche (…). Speriamo che, ora che questa pandemia si è ridotta, l’Oms capisca davvero che le malattie infettive non conoscono confini e che nessun paese dovrebbe essere escluso, per evitare che aumenti il gap nella sicurezza sanitaria globale”.
repApprofondimento

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