Coronavirus e turismo, Franceschini: “In Europa regole comuni per i viaggi, no a malsana concorrenza tra Paesi”

Il ministro Dario Franceschini illustra  punto per punto le risorse finanziarie che il dl Rilancio assegna a due tra i settori più penalizzati dall’emergenza, il turismo e la cultura, ma solo alla fine arriva il riferimento ai protocolli, che operatori e aziende attendono per sapere quando e come ripartire. “Stiamo lavorando con il Comitato tecnico scientifico e le associazioni di imprese e gestori – dice il titolare del Mibact – i protocolli conterranno misure prescrittive e raccomandazioni. Lasceremo cioè in parte a Regioni e gestori di organizzare le attività in modo che sia garantita la sicurezza”.

Ma Franceschini, in chiusura, ha fatto riferimento indiretto al caso della Germania, che ha riaperto le frontiere ma non a Italia e Spagna. “Iniziative singole dell’Italia, con diversi colloqui bilaterali con il commissario europeo al turismo e con vari ministri dei singoli Stati, con documenti scritti per chiedere che ci siano regole uniformi a livello europeo per il passaggio delle frontiere dei turisti, per evitare che ci siano accordi bilaterali tra i Paesi. Questo è l’impegno dell’Unione europea e quello che noi dobbiamo sostenere. È chiaro che poi ci sarà il monitoraggio totale del dato epidemiologico nelle singole regioni e nei singoli Paesi ma mi pare che l’Unione vada in questa direzione e cioè di regole comuni e non di una malsana concorrenza tra i singoli Paesi”.


Per quanto riguarda gli spettacoli, Franceschini specifica: “Ci saranno regole più rigide per quanto avviene nei luoghi chiusi, meno per eventi all’aperto. Chi ha organizzato spettacoli al chiuso potrà riconsiderare di investire sulla valorizzazione delle piazze e dei tanti luoghi italiani che possono essere riscoperti. Potrà essere un’estate creativa, in cui sperimentare modalità diverse”.
repApprofondimento

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