Coronavirus in Lombardia, neofascisti tra i volontari della spesa solidale: scatta la protesta a Gaggiano

I neofascisti di Bran.co in azione anche a Gaggiano (Milano) per inserirsi fra i gruppi di volontariato della rete pubblica che aiuta le famiglie povere nell’emergenza coronavirus. Come avevano tentato di fare a Milano, attraverso la Conad che poi ha preso le distanze, gli estremisti di destra a Gaggiano si sono messi a raccogliere cibo presso la catena U2, del gruppo Unes. Il problema è che le derrate raccolte da Branco vengono destinate solo a famiglie italiane, discriminando gli stranieri. 
 
Proteste sono subito arrivate dal presidente dell’Anpi provinciale di Milano, Roberto Cenati, che ricorda come “l’associazione neofascista Lealtà e Azione che si ispira al pensiero del generale delle SS Léon Degrelle e a Corneliu Codreanu, fondatore, negli anni Trenta della Guardia di ferro rumena, movimento nazionalista e antisemita, vuole da tempo aprire una sezione a Gaggiano. E da qualche giorno nel supermercato U2 di Gaggiano è stata esposta da Bran.co, diretta emanazione dei neofascisti di Lealtà e Azione, una cesta per la spesa solidale”. 
 

Cenati sottolinea che “destinare i pacchi alimentari, delle spese solidali, unicamente agli italiani, è in aperta violazione dei principi fondamentali sanciti dalla nostra Carta Costituzionale e del dovere di solidarietà”. Nonostante la ferma presa di posizione dell’Anpi di Gaggiano e la condanna da parte del sindaco Sergio Perfetti, la colletta alimentare di Bran.co nel supermercato U2 continua. “Invitiamo i cittadini di Gaggiano a non aderire a questa iniziativa discriminatoria e la direzione del supermercato U2 e di Unes a rivedere la propria scelta, destinando invece la spesa solidale alle tante Associazioni che si prendono cura del territorio, nel pieno rispetto dei valori Costituzionali”, chiede l’Anpi. Mentre il sindaco Perfetti sulla sua pagina Facebook ricorda le iniziative messe in campo dal Comune per aiutare chi ha più bisogno. Finora sono stati erogati 139 buoni spesa per 43 mila euro, ma ci sono altre 70 famiglie che si sono fatte avanti e 21 che hanno fatto domanda.

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