Coronavirus, la lotteria del respiratore. Negli ospedali americani si usa anche la monetina per scegliere chi intubare

Testa o croce. In alcuni ospedali americani un sorteggio ha deciso chi poteva essere intubato e chi – per mancanza di risorse – andava invece lasciato morire di coronavirus. La rivista Annals of Internal Medicine racconta, tramite un questionario inviato a un campione di ospedali americani, la drammatica scelta cui i medici si sono trovati di fronte nella fase peggiore dell’epidemia. Mentre in Italia l’unico criterio applicato è stata l’aspettativa di vita, gli Usa hanno fatto anche ricorso alla lotteria.
 
Da noi sono stati i medici del Giovanni XXIII di Bergamo ad affidare il loro sfogo al New England Journal of Medicine, il 21 marzo: “I letti di terapia intensiva vengono riservati ai malati che hanno chance di sopravvivere. I pazienti più anziani non vengono rianimati”. Mario Riccio, primario di Casalmaggiore (Cremona), aveva raccontato a Repubblica che nella fase peggiore, a marzo, un paziente su tre non era stato intubato per mancanza di ventilatori polmonari.
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