Coronavirus, Neil Gaiman sfida il blocco scozzese e torna alle Ebridi dalla Nuova Zelanda

LONDRA – Tutti, o quasi, contro Neil Gaiman. Che cosa avrà combinato il grande scrittore fantasy britannico per guadagnarsi la gogna degli ortodossi seguaci del “lockdown”, la chiusura del Regno Unito causa coronavirus?

Il problema è che Gaiman qualche giorno fa ha pensato bene di farsi circa 20 mila chilometri di volo dalla Nuova Zelanda, dove si trovava da tempo con la compagna Amanda Palmer e il loro figlio di 4 anni, per tornarsene nella sua casa per vacanze e villeggiatura sull’isola di Skye, in Scozia, atterrando prima a Los Angeles, poi Londra e infine in macchina fino a destinazione finale. “Ciao dalla Scozia, dove sono da solo qui, in lockdown!”, aveva scritto subito dopo il giulivo scrittore inglese sul suo blog.


Invece, la rimpatriata non è andata giù a molti scozzesi. Perché Gaiman ha infranto le regole del “lockdown”, che tra l’altro in Scozia non è stato allentato dalle autorità, come invece accaduto in Inghilterra su decreto del premier Boris Johnson o altri Paesi come l’Italia. Tornare come ha fatto Gaiman (che risiede nell’americana Woodstock) nelle case di campagna o villeggiatura, peraltro in luoghi come le Ebridi sinora soltanto sfiorati e evitato dalla pandemia di Covid 19, è vietato.

Di qui la sfuriata di Ian Blackford, il leader a Westminster del Partito nazionalista scozzese Snp, lo stesso della “first minister” Nicola Sturgeon al potere a Edimburgo: “Ma come si permettono queste persone di tornare in Scozia, partendo dall’altra parte del mondo, e mettere in pericolo così tanti residenti locali e nostri concittadini?” Riposta di Gaiman: “Durante il viaggio sono stato super attento, ho indossato sempre mascherina, guanti, tenuto distanze di sicurezza. Ma cosa volete?”



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