Coronavirus, revocati i domiciliari a Bonura, torna in carcere

ROMA – Anche per Francesco Bonura si riaprono le porte del carcere. Il noto mafioso, libero dal 22 aprile, dovrà tornare in prigione perché il tribunale di sorveglianza di Milano gli ha revocato i domiciliari concessi per ragioni di salute a seguito del decreto legge Antimafia del 9 maggio del guardasigilli Bonafede. Il vice capo del Dap Roberto Tartaglia ha proposto due soluzioni alternative per ospitare Bonura. Il magistrato le ha ritenute entrambe valide. E ha firmato il rientro. Tra tre giorni, il 22 maggio, saranno i giudici di sorveglianza di Sassari a decidere invece su Pasquale Zagaria. 

Nelle due pagine firmate stamattina dal magistrato di sorveglianza di Milano Gloria Gambitta si motiva il ritorno in carcere di Bonura per due ragioni. La prima è la disponibilità, data dal Dap, al ricovero del detenuto negli ospedali di Roma, il Sandro Pertini, e di Viterbo, il Belcolle, che hanno reparti attrezzati per chi arriva dalle carceri ed è in una situazione di alta sicurezza. La seconda è il via libera del presidente della giunta della Regione Lazio in merito al rischio Covid.

repApprofondimento

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