Così la plastica delle carte d’identità diventa visiera sanitaria

Dalle carte d’identità elettroniche alle visiere di protezione per i medici. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato è un’azienda pubblica che si occupa, tra le altre cose, della produzione e della stampa dei passaporti, dei permessi di soggiorno, degli Euro e della Gazzetta Ufficiale. “Con l’emergenza Coronavirus, e il crollo dalle domande di nuove carte d’identità, abbiamo deciso di renderci utili e utilizzare i nostri macchinari per produrre un milione di visiere sanitarie da montare sugli occhiali, che doneremo alla Protezione civile”, spiega l’amministratore delegato Paolo Aielli. “Abbiamo dovuto modificare il nostro processo produttivo per utilizzare in modo nuovo il materiale dei documenti d’identità. Ci lavorano un centinaio di dipendenti che prima si occupavano delle etichette per vini e tabacchi”, conclude. Ma i cambiamenti non riguardano solo le grandi aziende, anche il lavoro giornalistico si è trasformato a causa del Covid-19: stop alle interviste dal vivo e all’interazione diretta con le persone, tutto oggi avviene attraverso un computer o un telefono. Con l’inevitabile senso di distanza, l’instabilità delle connessioni e le altre novità che la vita da remoto ha introdotto nella vita di tutti: che siano videochiamate tra amici, smartworking per i lavoratori o classi online per gli studenti.

Servizio di Antonio Nasso



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