De Micheli promette, ma Alitalia in stallo

Al di là delle intenzioni, i fatti tardano. La newco per Alitalia, annunciata da molte settimane, non è stata ancora costituita e, di conseguenza, i nuovi vertici sono designati ma non insediati. Continuano le interlocuzioni con Bruxelles, ma ci sono scogli da superare.

Il decreto interministeriale è già «alla firma» dei ministri competenti Economia, Sviluppo, Trasporti, Lavoro il suo varo è promesso imminente, ma tutto sembra un po’ nebuloso. Parlando ieri alla Camera, Paola De Micheli, ministro dei Trasporti, ha confermato che il Mef sarà socio unico, ma a tempo: lo Stato non intende rimanere proprietario stabile della compagnia, ma, «teminata la fase iniziale del piano industriale, ci saranno le condizioni per poter accedere sul mercato e di costruire alleanze, sinergie, eventuali compartecipazioni». Il piano avrà un arco temporale di 5 anni e sarà messo a punto dai nuovi amministratori entro 30 giorni dalla costituzione della newco, poi sarà presentato alla Camera e alle autorità europee. A queste dovrà essere assicurata «discontinuità» dal passato, concetto un po’ sibillino e molto interpretabile. Il ministro è convinta che questa condizione sia soddisfatta innanzitutto attraverso una diversa struttura societaria e il rinnovo della flotta, ribilanciata per un nuovo network. L’obbiettivo, ha detto, è il profitto: «La newco si rilancerà se, e noi siamo sicuri, sarà in grado di produrre reddito». Ce lo auguriamo tutti, ma negli ultimi 20 anni ogni tentativo è stato vano.

Paola De Micheli ha sottolineato con soddisfazione che l’Ue ha autorizzato il governo italiano a erogare ad Alitalia 199,45 milioni a titolo di indennizzo per i danni provocati dalla pandemia; ma la richiesta era stata abbondantemente superiore, 350 milioni. Anche il 60% comunque è ossigeno. Pur essendoci stata qualche lieve ripresa estiva di mercato, l’operatività di tutto il settore aeronautico è terribilmente bassa, e una ripresa è ipotizzabile solo nell’arco di qualche anno. Con le incertezze del mercato bisogna fare i conti sia in termini di sviluppo sia in termini di difesa dell’occupazione, che per il governo rappresenta una priorità.

Per dare anzi un quadro complessivamente rinnovato e più efficiente a tutto il sistema, in ottobre sarà avviata la riforma del piano aeroporti.


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