Diserta le Camere e invia Speranza a dire tutto ok

Dovremo convivere con il Covid nella migliore delle ipotesi ancora «per alcuni mesi». Le prime dosi del vaccino «saranno disponibili entro la fine del 2020». Ma nel frattempo, Roberto Speranza nella sua informativa al Senato, chiede prudenza e il rispetto delle tre regole, anzi, «tre pilastri», anti contagio: mascherine distanziamento e lavaggio delle mani. Anche perché «la priorità assoluta del governo adesso è riaprire le scuole in sicurezza».

No alle divisioni, «chiedo uno sforzo di unità del Paese, come nei mesi difficili di marzo e aprile». Ma le opposizioni compatte attaccano Conte: «Un premier in fuga». «La decisione di Conte di non presentarsi in Parlamento, delegando il ministro Speranza, è l’ennesimo atto di arroganza di un premier che ormai considera le Camere una dependance di Palazzo Chigi. Eppure i misteri da chiarire si accumulano, a partire dai documenti del Cts non ancora del tutto desecretati, al bando di gara per i banchi monoposto, fino ai rischi di una riapertura dimezzata delle scuole e alle incognite sulla disponibilità dei vaccini antinfluenzali», dice l’azzurra Anna Maria Bernini. Anche Fratelli d’Italia con Ignazio La Russa, ricorda che «Conte si era impegnato a presentarsi in Senato su scuola, trasporti e lavoro su cui mancano ancora risposte concrete».

In Aula il ministro della Salute assicura che tutte le scuole ripartiranno in sicurezza a settembre. «Se ci saranno casi positivi saranno i dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie territoriali a intervenire e a disporre misure potenziali in caso positività, da tamponi alla quarantena. Ma rispetto ai casi positivi non lasceremo soli i nostri presidi e insegnanti – dice – ci sarà una presenza significativa delle aziende sanitarie. Sono state definite le raccomandazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine scuola».

Ieri i contagi registrati sono stati oltre 1.300, ma preoccupa «il quadro epidemiologico europeo che è significativamente deteriorato». Speranza si dice «sicuro che l’Italia saprà essere all’altezza», visto «il significativo vantaggio rispetto alla stragrande maggioranza paesi europei». Poi si rivolge ai giovani, «che non voglio demonizzare», ma l’età media dei contagiati negli ultimi sette giorni è di 29 anni: «A loro chiedo di darci una mano. È pericoloso per i loro genitori e i loro nonni, che pagherebbero un prezzo significativo». Per questo saranno riconfermate le disposizioni dell’ultimo dpcm in scadenza il 7 settembre. Niente via libera a discoteche «cosa che il governo non aveva mai autorizzato».

Annuncia infine Speranza, che «molto a breve saranno pubblicati tutti i verbali del Cts. La linea del governo è stata di massima trasparenza, sin dall’inizio. Non c’è nulla che non possa essere noto all’opinione pubblica». E il ministro della Salute conferma anche che «nelle ultime ore è stato reso definitivo il contratto tra la Commissione Europea e Astrazeneca, in questo contratto c’è scritto che le prime dosi se il vaccino dovesse essere confermato come sicuro, saranno già disponibili entro la fine del 2020».


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