Emilia Romagna. Agricoltura, in aumento il biologico

“Prosegue la crescita a doppie cifre delle superfici coltivate con metodo biologico in Emilia- Romagna: il 2017 ha registrato un aumento di oltre il 20% (dati Sinab) rispetto all’anno precedente, che si è chiuso a quota 117.289 ettari complessivi pari all’11,3% della superficie agricola utilizzata”. Lo spiega Paolo Parisini, presidente nazionale e regionale del Biologico di Confagricoltura. “Inoltre – prosegue – sono proprio le aziende che producono e trasformano quelle che mettono a segno l’incremento maggiore. Ciò significa che l’operatore bio punta (più di altri) al consumatore finale per migliorare la redditività aziendale”.

Il comparto biologico in regione fa leva su 5.194 operatori suddivisi tra aziende produttrici, trasformatrici e importatrici, in base all’elenco degli operatori biologici della Regione Emilia-Romagna, aggiornato in tempo reale. Di questi, il 67,8% rappresenta esclusivamente il comparto dei produttori di materie prime bio, vegetali e animali; l’11,4% produce e trasforma e oltre il 20% circa è costituito da magazzini di confezionamento dell’ortofrutta, ma anche da salumifici, cantine, macelli, frantoi, mulini, caseifici e forni fino alle aziende che svolgono solo la commercializzazione o l’importazione. Tra le province al top, cioè quelle più consistenti, c’è Parma con 850 operatori, poi Forlì-Cesena con 735 e Bologna con 727. Seguono Modena (654), Reggio Emilia (540) e Piacenza (513). Infine Ravenna, Ferrara e Rimini.

Confagricoltura Emilia-Romagna, che ha fatto uno studio sul profilo dell’operatore bio su un campione di 573 aziende associate, farà il punto sul tema in un convegno lunedì 29 gennaio a Bologna dal titolo ‘Il biologico nel futuro delle aziende agricole’, alle 9.30 all’hotel Savoia Regency, via del Pilastro 2. (ANSA).

 

 

Carmela Vigliaroli

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