Emilia Romagna. Anziani e disabili. Il welfare invisibile dei caregiver familiari, la Regione già impegnata al loro fianco con una legge e aiuti concreti.

E’ un welfare invisibile quello dei caregiver familiari. Un esercito silenzioso fatto di figli, mogli, mariti, genitori o semplicemente amici che in modo volontario, e con diversi gradi di impegno, si prendono cura e assistono anziani e disabili gravi o gravissimi non autosufficienti. Del ruolo e dei bisogni dei caregiver, a quattro anni dall’ approvazione della legge regionale, si è discusso oggi a Bologna, nel convegno conclusivo dell’ottava edizione del Caregiver Day promosso dalla Regionecooperativa Anziani e non solo e Unione Terre d’Argine. A chiudere i lavori la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini.

“Da tempo la Regione Emilia- Romagna- sottolinea la vicepresidente- si occupa delle persone che si prendono cura di familiari non autosufficienti, i cosiddetti caregiver. Lo abbiamo fatto per primi con una specifica legge regionale che ci ha consentito di inserire questa particolare figura assistenziale nel nostro Piano sociale-sanitario, permettendo loro di usufruire di sostegni concreti, diretti e indiretti, come gli assegni di cura, l’assistenza familiare e altri servizi, dentro ad un sistema integrato a cui la famiglia possa far riferimento. Continueremo ancora – ha concluso Gualmini- ad impegnarci per dare risposte adeguate a tutte queste donne e uomini che si dedicano per anni ai propri familiari, spesso mettendo a rischio salute, occupazione e vita sociale”.

In Italia sono oltre 7 milioni, e tra questi, più di 2 a livello nazionale e 120 mila in Emilia-Romagna, svolgono questo compito per almeno 20 ore settimanali.Per sostenere e tutelare questa forma di assistenza volontaria la Regione, prima in Italia, si è dotata di una legge specifica che ha consentito alle aziende sanitarie e ai servizi socio-sanitari in capo ai Comuni di realizzare, solo nel 2016, interventi a favore di 33.458 persone – tra anziani, disabili gravi e gravissimi, e caregiver – finanziati con quasi 55 milioni di euro del Fondo regionale per la non autosufficienza. I caregiver sono perlopiù donne, soprattutto in età compresa tra 45 e 55 anni, che spesso svolgono anche un lavoro fuori casa anche se, nel 60% dei casi, hanno abbandonato la propria attività per dedicarsi a tempo pieno alla cura nell’ambito familiare di chi non è più autonomo.

Il sostegno della Regione Emilia-Romagna ai caregiver (dati 2016)

Con le risorse del fondo regionale per la non autosufficienza, la Regione sostiene una serie di interventi diretti e indiretti a favore dei caregiver e dei loro famigliari non autosufficienti.  Gli interventi più significativi riguardanol’assegno di cura (sostegno economico a favore delle famiglie che assistono a casa un anziano o disabile grave) concesso, nel solo 2016, a 9.000 anziani2.100 disabili gravi e gravissimi, e contributi aggiuntivi per sostenere i costi delle assistenti familiari (badanti) a 4.200 famiglie.

La Regione inoltre, prevede la possibilità da parte delle famiglie di utilizzare alcuni servizi di assistenza per alcune ore del giorno o brevi periodi dei propri congiunti. Rientrano tra questi l’accoglienza temporanea di sollievo in strutture residenziali, fruita a livello regionale da circa 2.900 persone; i caffè Alzheimer e i Meeting center (centri di accoglienza diurna per anziani affetti da tale patologia) frequentati da 3.400 persone. A questi interventi si aggiungono una serie di iniziative specifiche per i caregiver. Si va da quelle formative e di qualificazione del lavoro di cura (1500 partecipanti) a quelle di consulenza e sostegno per l’adattamento dell’ambiente domestico (1.725 operatori, familiari, caregiver e volontari).

 

 

 

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