Emilia Romagna. Un passo indietro per la Regione Lazio, niente più smaltimento rifiuti in Emilia Romagna

I rifiuti da Roma non arriveranno più in Emilia-Romagna per lo smaltimento. A fine anno la Regione Lazio aveva chiesto aiuto alle altre regioni per svuotare i cassonetti pieni delle festività natalizie. La Giunta di Bonaccini aveva risposto all’appello e quindicimila tonnellate di pattume (350 al giorno) erano pronte a partire per gli inceneritori di Parma, Modena e Granarolo. Ma il Campidoglio di Virginia Raggi ha fatto i conti: 200 euro a tonnellata fanno circa 3 milioni di euro di uscite. Troppe, specie con una campagna elettorale in corso.

“Non abbiamo più bisogno, grazie”, così i Cinquestelle capitolini. Ed è subito polemica. Domandare aiuto alla regione amministrata dal Pd non deve aver fatto impazzire il Movimento 5 stelle, con le elezioni alle porte. Nel solo 2017, Roma ha esportato circa un milione di tonnellate in Abruzzo, Fiuli, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e altre province del Lazio. Persino in Austria.

Il 30 dicembre è arrivato l’accordo con l’Emilia-Romagna, ora saltato. “Costi troppo elevati”, giustifica così la scelta la sindaca Raggi. Meglio dirottarli al più vicino Abruzzo. “Si decidano”, commenta il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che aggiunge, “Sono loro che ci hanno chiesto aiuto, noi stiamo bene anche senza i loro sacchi pieni di spazzatura”.

 

 

Carmela Vigliaroli

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