Europa in rosso dopo vertice Ue. Spread sale a 255, poi ripiega

La Borsa di Milano (-1,46%) riduce il calo rispetto all’avvio, in linea con gli altri listini europei. Piazza Affari è appesantita dalle banche mentre si attende il rating di S&P sull’Italia. Tra gli investitori restano le preoccupazioni per l’andamento dell’economia globale, anche alla luce dei segnali che arrivano dalle prime trimestrali. Lo spread tra Btp e Bund scende a 251 punti, con il rendimento del decennale italiano al 2,06%. In calo Bper (-3,2%), Unicredit (-3%), Intesa (-2,3%), Ubi (-2,1%) e Banco Bpm (-1,9%). Seduta in rosso anche per Eni (-2,2%), nel giorno dei conti del primo trimestre, Prysmian (-2,9%) e Fca (- 2,6%). In controtendenza marciano Diasorin (+3%), Italgas e A2a (+0,5%), Snam e Recordati (+0,3%).

Le Borse europee aprono in calo dopo il vertice Ue di ieri. I mercati non sembrano essere entusiasti dell’accordo e attendono di conoscere le modalità per il finanziamento del Recovery fund. Restano le preoccupazioni per i danni provocati dal coronavirus all’economia globale. In calo Francoforte (-2,04%), Parigi (-1,44%), Londra (-1,36%) e Madrid (-1,56%).

Le Borse asiatiche chiudono in rosso con i timori per i danni all’economia globale provocati dalla pandemia del coronavirus. Gli investitori guardano anche alla stagione poco entusiasmante delle trimestrali ed ai dati deludenti del mercato del lavoro negli Stati Uniti. Chiude in rosso Tokyo (-0,86%). Sul mercato valutario lo yen si apprezza sul dollaro a 107,60, e a un valore di 115.80 sull’euro. A mercati ancora aperti marci in calo la Cina con Shanghai (-1%), Shenzhen (-1,4%), Hong Kong (-0,5%). Male anche Mumbai (-1,2%) e Seul (-1,3%). Sul fronte macroeconomico atteso il rating di S&P per Italia e Regno Unito. Previsto anche l’indice di fiducia delle imprese dalla Germania. Dall’Italia attesi gli indici della fiducia del consumatori e delle imprese. Dagli Stati Uniti i beni durevoli e la fiducia dei consumatori.

Quotazioni dell’euro in calo in avvio di giornata sui mercati internazionali. La moneta unica europea passa di mano a 1,0759 dollari a fronte del valore di 1,0779 ieri sera dopo la chiusura di Wall street. Nei confronti dello yen la moneta unica è a quota 115,81.

Eni: con crisi rivede piano 2020-21 e prezzo brent  – “Eni ha prontamente definito le proprie risposte allo scenario di crisi in atto rivedendo il piano industriale per il 2020 ed il 2021 con l’obiettivo di salvaguardare la solidità del proprio bilancio”. Lo si legge nella nota diffusa dopo il cda che ha approvato i risultati del trimestre. Sulla base del nuovo quadro macroeconomico Eni ha aggiornato anche le previsioni del prezzo Brent riducendole a 45 e a 55 dollari al barile per il 2020 e per il 2021.

I risultati del primo trimestre dell’Eni (con una perdita netta di 2,93 miliardi di euro e un risultato netto adjusted di 59 milioni) sono “penalizzati dall’effetto combinato della crisi economica indotta dal Covid-19 e dalla caduta dei prezzi dell’energia”.
   


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