Facebook accusa Antitrust Usa di essere ‘revisionista’

Facebook passa al contrattacco e accusa l’Antitrust Usa di essere “revisionista”. La Federal Trade Commission statunitense insieme a una coalizione di 48 Stati guidata dalla procuratrice di New York Letitia James avevano lanciato due cause antitrust contro l’azienda di Zuckerberg, accusata di pratiche anticoncorrenziali. Nel mirino dell’offensiva legale, l’acquisizione di Instagram e di WhatsApp. Fb ricorda che l’Antitrust autorizzò le due acquisizioni anni fa e annuncia che si difenderà “con forza”.

“Instagram e WhatsApp sono diventati gli straordinari prodotti che sono perché Facebook ha investito miliardi di dollari, competenze e anni di innovazione per sviluppare nuove funzionalità e migliori esperienze per i milioni di persone che amano questi prodotti. Il fatto più rilevante che la Commissione non menziona nella sua denuncia di 53 pagine è che ha autorizzato queste acquisizioni anni fa. Questa è storia revisionista. Le leggi antitrust esistono per proteggere i consumatori e promuovere l’innovazione non per punire le aziende di successo”: è il commento di Facebook.

“Ora il governo – prosegue nella nota Jennifer Newstead, Vice Presidente e General Counsel di Facebook – vuole cambiare le regole del gioco, lanciando uno spaventoso avvertimento alle imprese americane che nessuna vendita è mai definitiva. Le persone e le piccole imprese non scelgono di usare i servizi gratuiti e la pubblicità di Facebook perché devono, li usano perché le nostre app e i nostri servizi offrono un maggiore valore aggiunto. Difenderemo con forza la capacità delle persone di continuare a fare questa scelta”. conclude la società fondata da Mark Zuckerberg.

Intanto, l’Authority di Internet in Francia annuncia di aver condannato Google e Amazon a pagare multe di 100 e di 35 milioni di euro per il mancato rispetto della legislazione sui cookies.


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