Fase 2, l’Italia in marcia verso Sud: controlli rigorosi e niente assalto a bus, treni e caselli autostradali

Chi temeva un esodo di massa verso Sud è destinato a doversi ricredere. Da oggi chi è rimasto bloccato al Nord potrà tornare nelle regioni di residenza, ma nelle prime ore della mattinata, non si registrano code in autostrada, né caos nelle stazioni o aeroporti.

Il ritorno dei fuorisede a Sud ci sarà, dicono i numeri delle prenotazioni, ma la diminuzione dei posti a sedere su treni e aerei e la contestuale riapertura di una serie di attività economiche, sembrano aver limitato quanto meno per adesso il volume dei rientri. Alla stazione centrale di Milano, alle 7.10, solo 192 persone si sono messe in fila in modo ordinato per salire sul primo Frecciarossa in partenza verso Roma. Per la maggior parte di loro, la Capitale sarà una prima tappa del rientro a Sud.


I controlli sono rigorosi: oltre ai biglietti, c’è la misurazione della temperatura, nessuno sale sui treni senza guanti o mascherina. Ma non ci si lamenta. In fila, tutti a distanza di sicurezza, ci sono studenti separati dalle famiglie da oltre due mesi, precari, lavoratori rimasti senza impiego o in cassa integrazione. E si fa notare anche anche Piercamillo Davigo, ex pm di Mani Pulite e ora diretto a Roma al Csm di cui è componente.  L’ultima a salire sul treno è una signora napoletana arrivata quasi fuori tempo massimo, a cui neanche i rimbrotti del personale hanno guastato la felicità per il ritorno finalmente possibile. “Ho un figlio di otto anni che non vedo da due mesi – ha detto –  mi manca da morire”.

Più significativo l’aumento dei passeggeri che dall’hinterland viaggiano verso Milano, probabilmente per tornare al lavoro dopo mesi di blocco delle attività. A Cadorna, secondo Armando Vagliati, responsabile delle stazioni di Ferrovie Nord, c’è un aumento del 40% circa dei passeggeri in transito, per un totale che tuttavia non raggiunge neanche il 30% rispetto al traffico normale.

Alla stazione romana di Termini invece, sono numerosi i passeggeri in coda per mostrare i documenti e con le mascherine, obbligatorie sui convogli. I controlli sono rigorosi e i percorsi separati. Una fila per salire un’altra per scendere dai treni, verifica dell’autocertificazione in entrambi i varchi e volontari della Croce rossa che misurano la temperatura a chi è in partenza con termoscanner.

Regolare anche il traffico sulle autostrade,  dove i viaggiatori sono aumentati, ma non si registrano nè caos né code. Sull’A1, nel tratto che collega la Lombardia e l’Emilia, cioè nella zona più colpita dal Coronavirus è cresciuta la presenza di automobili, nella fase 1 praticamente scomparse,  che viaggiano in direzione Sud.

Inaspettata è forse la situazione che si è creata sullo Stretto di Messina, dove la maggior parte del traffico è in uscita dalla Sicilia. Con l’apertura di fabbriche e cantieri, molti contrattisti si sono messi in viaggio verso Nord, mentre a Sud non è ancora arrivata l’onda lunga dei rientri. Saturi i primi due traghetti verso Villa San Giovanni in partenza da Messina, dove si sono create lunghe code agli imbarchi, mentre in direzione contraria le auto si sono imbarcate senza attese né intoppi. Con il passare delle ore però è prevedibile che la situazione cambi radicalmente.

La maggior parte dei treni provenienti da Nord inizierà ad arrivare nel primo pomeriggio, poco dopo si prevede che arrivino la maggior parte dei viaggiatori che in mattinata è salita in auto con direzione Sud. Tuttavia, le corse fra Villa San Giovanni e Messina sono ancora contingentate. Due traghetti partono la mattina, poi se ne parla dalle 16 in poi. E se è vero che è stato predisposto un “check point” con passaggio obbligato all’autogrill di Rosarno, dove verranno controllati documenti, smistati i passeggeri ed effettuato il tampone a tutti i fuorisede che rientrano in Calabria, a Villa San Giovanni si teme che le auto tornino a bloccare le città. Mentre in regione monta la polemica, perché secondo l’ultima ordinanza della governatrice Jole Santelli, già finita nel mirino del governo per il provvedimento con cui ha consentito a bar e ristoranti di aprire con largo anticipo e non solo per l’asporto, “coloro che si sottoporranno al test, a seguito di comunicazione dell’esito negativo e valutazione da parte dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASP di appartenenza, potranno interrompere l’isolamento domiciliare”.
 



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