Fenomeno Skam Italia, nella 4/a stagione focus su Sana

Un fenomeno nato in Norvegia nel 2016 e già approdato con versioni originali, in corso o concluse, in una decina di nazioni (fra le altre, Italia, Germania, Danimarca, Usa, Olanda, Spagna, Belgio, Francia), più un’altra decina che hanno in cantiere il progetto, dal Brasile al Giappone. E’ la webserie Skam (che in norvegese significa ‘vergogna’), il teen drama costruito sul quotidiano di liceali che vengono raccontati evitando il politicamente corretto e puntando anche ad esplorare temi come l’identità (sociale, emotiva e di genere), i primi rapporti amorosi, le scelte di crescita e il conflitto generazionale, con spazio anche a questioni particolarmente d’attualità, come l’intolleranza, il bullismo online o i disturbi alimentari. Il tutto dalla prospettiva, per ogni stagione, di un diverso protagonista.

Un successo confermato anche da Skam Italia, creata nel 2018 da Ludovico Bessegato con Cross Productions per TimVision. E’ arrivata alla quarta stagione, composta da 10 episodi, che debutteranno il 15 maggio su TimVision e Netflix (che dal primo gennaio propone anche le prime stagioni). Già il teaser ha raggiunto in pochissimo tempo milioni di visualizzazioni e un numero di interazioni record sui social, portando l’hashtag #SkamItalia al primo posto dei trending topic su Twitter. Protagonista del gruppo di amici liceali al centro del racconto, in questa quarta stagione, è Sana (Beatrice Bruschi), italiana di seconda generazione, musulmana praticante.

Dopo aver cercato negli anni un equilibrio tra i suoi valori e quelli delle sue compagne di liceo e della società italiana, deve affrontare situazioni che mettono un discussione questa armonia. Sana dovrà trovare un compromesso tra i suoi valori religiosi, il rapporto con le coetanee (“non è che se le mie amiche non sono musulmane vuol dire che sono delle pazze che pensano solo a bere e fare sesso” dice la protagonista in un momento di confronto anticipato dal trailer) e i suoi sentimenti per Malik (El Mehdi Meskar), un amico del fratello con cui è nata una forte intesa.

“Pensate tutti che sono una sottomessa – spiega Sana – una che viene oppressa dai propri genitori, ma nessuno mi costringe a mettere il velo”. Si ritroveranno i personaggi più amati, come Eva (Ludovica Martino), protagonista nella prima stagione; Martino (Federico Cesari), protagonista nella seconda; Eleonora (Benedetta Gargari), al centro della terza. Con, loro, fra gli altri, Niccolò (Rocco Fasano) Giovanni (Ludovico Tersigni), Silvia (Greta Ragusa), Federica (Martina Lelio), Elia (Francesco Centorame), Luchino (Nicholas Zerbini), Filippo (Pietro Turano), più varie new entry. Bessegato, che torna anche come regista (aveva già diretto la prima e la seconda stagione) ha avuto stavolta, per garantire la massima aderenza alla realtà, come consulente alla sceneggiatura Sumaya Abdel Qader, sociologa, scrittrice, madre di tre figli e musulmana praticante, molto attiva nella sua comunità e attivista per i diritti delle donne. La serie originale norvegese, che si è fermata proprio alla quarta stagione, è stata creata da Julie Andem, classe 1982, regista e showrunner anche dell’edizione Usa ambientata ad Austin: “Gli adolescenti oggi subiscono molta pressione da tutti – ha spiegato al New York Times -. La pressione di essere perfetti e quella di essere ‘performanti’. Volevamo realizzare una serie che togliesse quella pressione”.


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