Firenze, il Primo Maggio di Marco: “La mia vita a zero entrate”

“L’idea di perdere il lavoro e dover trovarne un altro nei prossimi 12-18 mesi, in uno scenario di forte disoccupazione scatenato da una pandemia, è una preoccupazione con cui non è semplice convivere. E che mai avrei creduto di dover affrontare in vita mia”. Marco Vannuzzi vive a Firenze e ha 56 anni. Troppo pochi per andare in pensione. Troppi per rimettersi sul mercato in cerca di un nuovo impiego. Specie all’epoca della più importante emergenza sanitaria dell’ultimo secolo. Lavora da 15 anni all’ufficio acquisti della Roberto Cavalli di Sesto Fiorentino, dove gestisce i rapporti con i fornitori, negozia i contratti e si occupa degli ordini delle materie prime come pelli e accessori metallici.

Lo scorso 20 aprile il cda della società di moda, nel pieno dell’epidemia e con i cancelli chiusi, ha annunciato di voler trasferire la sua sede dalla Toscana a Milano. E con essa i 170 dipendenti. Una doccia fredda per Vannuzzi e i suoi colleghi, nel frattempo a casa dal 20 marzo e in attesa della cassa integrazione. Un sussidio che l’azienda si è impegnata ad anticipare e che dovrebbe arrivare entro il 10 maggio. 


Cronaca

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