Francia, verso un dietrofront sull’uso dell’idrossiclorochina

PARIGI – E’ il dibattito scientifico-politico che ha diviso la Francia negli ultimi mesi. Difesa dal popolare infettivologo marsigliese Didier Raoult, la cura del Covid19 attraverso l’idrossiclorochina è stata in un primo tempo autorizzata in alcuni ospedali francesi. Ma ora le regole potrebbero cambiare drasticamente. Il ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha infatti chiesto ieri all’Authority della Sanità pubblica di proporre “entro 48 ore una revisione delle regole in deroga per la prescrizione” dell’idrossiclorochina.

La decisione del governo è dovuta alla pubblicazione di un nuovo studio pubblicato dalla rivista The Lancet che evidenzia un maggior rischio di mortalità tra i pazienti Covid19 che prendono idrossiclorochina e la clorochina. Secondo un’équipe di ricercatore dell’università La Sorbona di Parigi, i farmaci antimalarici che il presidente americano Trump sta assumendo come profilassi sembrano essere collegati a problemi al cuore, mentre non sembrano produrre benefici sui pazienti, sia presi da soli che insieme ad un antibiotico. 


Sin dall’inizio dell’epidemia in Francia, si è creata uno scontro tra sostenitori e avversari dell’infettivologo Raoult, più noto portavoce dei presunti benefici dell’idrossiclorochina attraverso studi realizzati sui suoi pazienti ricoverati nell’istituto Méditerranée Infection della città portuale. Sessantotto anni, Raoult è diventato una star sulla Rete, parla quasi esclusivamente attraverso video postati su YouTube. Sostenuto da alcuni politici locali della destra, come il sindaco di Nizza Christian Estrosi, Raoult è diventato collaboratore della nuova rivista sovranista di Michel Onfray. Nel mezzo delle polemiche, il 9 aprile scorso Emmanuel Macron era volato a Marsiglia per incontrare il “guru dell’idrossiclorochina”, passando più di tre ore con la sua équipe. La visita del Presidente aveva scandalizzato una parte della comunità scientifica che non ha mai riconosciuto l’attendibilità delle tesi di Raoult. 

Macron non si è mai pronunciato ufficialmente sul dibattito, lasciando tutto al ministro Véran, neurologo quarantenne che in una prima fase aveva aperto alle tesi di Raoult. Oggi lo scenario potrebbe cambiare. Lo studio pubblicato da Lancet ha analizzato i dati (raccolti da 671 ospedali nel mondo) di 15mila persone trattate con gli antimalarici e con uno dei due antibiotici che a volte gli sono stati abbinati. La terapia in qualsiasi combinazione dei 4 farmaci è risultata associata a maggior rischio di morte rispetto a quello osservato in 81mila pazienti a cui questi farmaci non sono stati somministrati. Il maggior rischio è stato osservato nel gruppo trattato con idrossiclorochina e un antibiotico, dove l’8% dei pazienti ha sviluppato aritmia cardiaca, rispetto allo 0,3% del gruppo di controllo.



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