Gambettola. Domenica 18 marzo al Teatro Comunale, Marta Cuscunà “La Semplicità Ingannata”

Nel mese dove si festeggia la donna nel piccolo Teatro di Gambettola, alle ore 21,00, va in scena un grande spettacolo. La semplicità Ingannata” di e con Marta Cuscunà, uno spettacolo inspirato alla vicenda di Arcangela Tarabotti, monaca del Seicento, autrice di un insieme di opere letterarie di cui “La semplicità ingannata” è quella più rappresentativa del suo pensiero. 

Questa la storia di Arcangela Tarabotti,: entrata giovanissima nel monastero di clausura di Sant’Anna di Venezia, vi passò il resto della sua vita, scoprendo in realtà ben presto come la propria vera vocazione fosse invece quella letteraria. Autodidatta, impiegò il proprio talento per rilevare i motivi che erano stati alla base della sua monacazione forzata, giungendo ad analizzare in modo ampio il contesto politico ed economico in cui maturava l’oppressione delle donne e denunciando le ingiustizie perpetrate a loro danno dagli uomini. “La semplicità ingannata” risultò così un duro (anche se postumo) “J’accuse”, ma anche una chiave di interpretazione per tutte le successive opere dell’autrice, dall'”Inferno” all'”Antisatira” fino a “Che le donne siano spezie degli uomini”, in cui convivono tematica “claustrale” e tematica “femminista”, denuncia degli abusi dell’autorità familiare nel decidere la sorte della donna e, insieme, piena rivendicazione della sua libertà e della sua dignità.

In realtà la Cuscunà oltre a farsi ispirare dalle opere di Arcangela Trabottinella stesura del suo monologo prende anche spunto dalla vicenda delle Clarisse della”Santa Chiara” di Udine, che arrivarono a trasformare il loro convento in uno spazio di contestazione, di libertà di pensiero, di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile, con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca. Ovviamente scattò una forte repressione, ma le Clarisse riuscirono a resistere creando, dentro la Santa Chiara, un’alternativa sorprendente per una società in cui le donne erano escluse da ogni aspetto politico, economico e sociale della vita.

Sul palcoscenico, la Cuscunà è sola, accompagnata dai suoi pupazzi, ai quali, manovrandoli con grande abilità, è capace di donare voci e caratteri diversi. In questo modo ripercorre, con sorprendente e ironica maestria, vicende e pensieri dell’epoca in cui le giovani venivano spesso orientate fatalmente verso la vita monacale.

Marta Cuscunà breve biografia:

Avvicinatasi al teatro con il laboratorio Fare Teatro ideato e condotto dall’attrice Luisa Vermiglio per il Comune di Monfalcone, Marta Cuscunà si è formata con Prima del Teatro, Scuola Europea per l’Arte dell’Attore. Nel 2009 ha vinto il Premio Scenario Ustica con il suo primo lavoro: È bello vivere liberi! Nel 2012 ha ricevuto la menzione d’onore al Premio Eleonora Duse e ha debuttato con questo La semplicità ingannata, vincitore del Premio Last Seen 2012. Come detto, il suo più recente lavoro è Sorry, Boys, vincitore del Premio Rete Critica 2017. Marta Cuscunà nel 2016 è stata finalista ai Premi Ubu come migliore attrice/performer.

Biglietti interi € 15,00 ridotti € 12

Prenotazioni su vivaticket oppure telefonicamente al 3926664211

 

 

Ufficio stampa Teatro Comunale di Gambettola/ Teatro del Drago