Gambettola. Ritornano le mostre di “Pagine ad arte” in biblioteca: a giugno Onorio Bravi e Riccardo Pascucci con le tele dedicate a Fellini 

Ritornano le mostre di “Pagine ad arte” in biblioteca: a giugno Onorio Bravi e Riccardo Pascucci con le tele dedicate a Fellini

 

Ritornano, dopo le chiusure dovute al COVID, le mostre di “Pagine ad arte”, organizzate dall’Associazione culturale “Il Gelso” sotto la direzione di Guerrino Siroli all’interno degli spazi della Biblioteca comunale “Maria Goia”.

In mostra ci saranno le tele stampate del progetto “Federico Fellini: a Gambettola ci andavo d’estate”, un viaggio immaginario di Onorio Bravi e Riccardo Pascucci sui racconti gambettolesi del piccolo Federico Fellini, stampate a ruggine e dipinte a mano con gli ossidi naturali sulle antiche tele della storica Stamperia Pascucci. 

La mostra è visitabile, ad ingresso libero e nel rispetto delle normative COVID, negli orari di apertura della biblioteca.

Per informazioni: biblioteca@comunecervia.it; 0544-979384.

 

Federico Fellini era nato a Rimini il 20 gennaio 1920. I suoi genitori, entrambi gambettolesi, si erano trasferiti nella città di mare poco più di due mesi prima che lui venisse al mondo. Durante la sua infanzia Federico Fellini usava trascorrere le vacanze estive dai nonni ed è sempre stato molto legato a Gambettola ed infatti di tanto in tanto si recava a far visita alle cugine Iole e Fernanda che abitavano nel centro del paese. Di racconti diretti o indiretti sull’infanzia di Federico Fellini e la casa dei nonni ce ne sono davvero tanti, curiosi e particolari che fanno pensare a quanto siano stati importanti per la sua vita quei ricordi. Si potrebbe tranquillamente affermare che l’aria, la luce, i suoni e la gente di Gambettola siano stati per lui un nutrimento fantastico. Riccardo Pascucci, titolare della storica stamperia di tele romagnole, ha coinvolto l’amico Onorio Bravi, artista di San Zaccaria di Ravenna, in un progetto in cui, con la sua creatività, illustra i racconti del piccolo Federico su tavole graffite per poi ricavarne disegni con cui produrre degli arazzi in tela di canapa antica, utilizzando la storica ruggine e i colori naturali. Da questa collaborazione sono nate dieci tele, ognuna delle quali racconta una storia: ammirandole si potrà comprendere un po’ meglio l’infanzia di un genio dell’immaginazione quale è stato Federico Fellini.