Germania, studio: “Quasi 2 milioni di persone potrebbero essersi contagiate”

BERLINO – “È una stima”, ha messo le mani avanti il virologo dell’Università di Bonn Hendrick Streeck. Ma in base alla proiezione della sua squadra di scienziati che ha condotto uno studio su Heinsberg, la “Codogno tedesca”, in Germania potrebbero essersi contagiate già 1,8 milioni di persone. Un numero oltre dieci volte superiore alle rilevazioni ufficiali, quelle dell’Istituto Koch, che parlano di circa 164mila casi. I morti registrati ufficialmente sono circa 6.600.

La cosiddetta “Heinsberg-Studie” è un’indagine condotta da Streeck su quasi 1000 persone e oltre 500 nuclei familiari del circondario del Nordreno-Westfalia dove una festa di carnevale di metà febbraio ha letteralmente fatto esplodere l’epidemia. Nel paesino di Gangelt, considerato l’epicentro tedesco del Covid-19, Streeck ha scoperto che il 15% dei cittadini sono risultati positivi al tampone. Ufficialmente, però, erano il 3,1%. “Quindi abbiamo registrato un numero di infetti che non si erano neanche accorti di esserlo, cinque volte superiore a quello ufficiale”, ha spiegato in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung.


Siccome il tasso di letalità rilevato a Gangelt è dello 0,37%, Hendrick argomenta che proiettando sulla Germania quell’indice, si dovrebbe dedurre “che 1,8 milioni di persone potrebbero aver già preso il virus”. L’altro dettaglio interessante è che il 22% dei casi esaminati nella “Heinsberg-Studie” non ha ma avuto sintomi.

Alcuni colleghi di Streeck hanno invitato alla prudenza e l’esperta scientifica dell’emittente Wdr Cristina Sartori sintetizza le loro perplessità. Difficile proiettare su tutta la Germania un’indagine condotta in un’area particolare, estremamente infetta, sostiene Sartori. Inoltre l’età media degli contagiati sarebbe stata più alta di quella nazionale. L’ipotesi di 1,8 milioni di tedeschi ammalati di coronavirus può essere solo “un’approssimazione”, insomma.



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