Gianni Caravelli nuovo direttore Aise, via libera dal Cdm

E’ un uomo che conosce bene tutti i protagonisti della guerra di Libia il generale Gianni Caravelli, nominato direttore dell’Aise al posto di Luciano Carta che passa alla presidenza di Leonardo. A poche ore dalla liberazione di Silvia Romano in Somalia, il governo chiude quindi il giro di nomine con i vertici di Aise e Aisi. L’accordo su Caravelli è stato unanime, soprattutto per il curriculum del generale e per la delicatezza del dossier Libia di cui dovrà continuare ad occuparsi in questi mesi.
 
Un suo possibile concorrente era l’ammiraglio Carlo Massagli, un ottimo ufficiale, consigliere militare del presidente del Consiglio. Massagli era stato sostenuto dal premier Conte come capo di Stato maggiore della Marina, ma alla fine il governo gli aveva preferito l’ammiraglio Cavo Dragone. Conte avrebbe pensato di impegnarlo adesso con l’incarico all’Aise, ma l’ammiraglio non aveva esperienza nel settore dell’intelligence, e in questa fase si è preferito affidarsi alla continuità e al curriculum.
 

Caravelli ha fatto buona parte della sua carriera nell’Esercito, dove ha raggiunto il grado (massimo) di generale di corpo d’armata. Abruzzese, 59 anni, nato a Frisa, in provincia di Chieti, era già vicedirettore anziano dell’Aise dal 2014, dove ha lavorato con altri due direttori, Alberto Manenti e adesso Luciano Carta.

Il primo incarico di rilievo nell’intelligence lo ha ricoperto dal 2013 al 2014 come direttore del “Ris”, il “Reparto Informazioni e Sicurezza” dello Stato maggiore della Difesa. Il Ris (nulla a che vedere con il Ris dei carabinieri) è il servizio di intelligence militare che dal 1998 ha unificato i “Sios” delle 3 forze armate. E’ di fatto il servizio segreto militare, che ha come obiettivo lavorare alle vere e proprie minacce militari che possono arrivare al paese.

In precedenza Caravelli aveva avuto altri incarichi nel settore intelligence, alternati con missioni come quella che ha svolto in Afghanistan. Un teatro che Caravelli conosce bene: dal luglio 2010 al luglio 2011 è stato il capo dell’unità di consiglieri della missione Onu, ma anche consigliere militare del rappresentate Onu Staffan de Mistura, il diplomatico italo-svedese con cui ha costruito un rapporto solido negli anni.
 
Il campo di azione principale di Caravelli negli ultimi anni è stata la Libia, con tutte le relative connessioni (Egitto, Emirati, Turchia, Qatar, Israele). In Libia Caravelli ha accesso diretto al presidente Fayez al Serraj, al ministro dell’Interno Fathi Bishaga ma anche al generale Khalifa Haftar nell’est del paese. E’ stato Caravelli a tenere i rapporti con il generale della Cirenaica nei momenti di maggior tensione fra l’Italia e Bengasi, ed è stato lui ad organizzare per esempio la visita dell’allora ministro dell’Interno Marco Minniti a Bengasi nel settembre del 2017.



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