Gifuni tra luci e ombre degli anni Settanta

ROMA – “Un piccolo viaggio nella società italiana tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’80, cercando di seguire i principali mutamenti della società italiana attraverso una serie di inchieste, interviste, documentari, film. Un viaggio in cui ci accompagneranno maestri del giornalismo come Sergio Zavoli, Enzo Biagi, Beniamino Placido, Paolo Mieli, ma anche altri protagonisti come Pier Paolo Pasolini, Gian Maria Volonté, Nanni Moretti”. Così l’attore e regista Fabrizio Gifuni, tra memoria collettiva e ricordi personali, racconta la sua “Domenica Con”, il palinsesto di Rai Storia (canale 54) da lui scelto e commentato per i telespettatori – domenica 13 dicembre dalle 14 alle 24 – nello spazio curato da Enrico Salvatori e Giovanni Paolo Fontana. Un palinsesto in cui ci sono anche pagine dolorose, come quelle legate al terrorismo e rilette in chiave “familiare” dal cinema – tra preserale e prima serata – in “Vite in sospeso” di Marco Turco con Ennio Fantastichini (“ci sono anche io in una piccola parte – dice Gifuni – ma è un film a cui sono particolarmente affezionato, perché era stato il mio secondo set e lo ricordo con grande intensità”) e “Colpire al cuore” di Gianni Amelio con Jean Louis Trintignant.

Ad aprire il suo palinsesto la rilettura fatta da Zavoli della strage di Piazza Fontana in “La notte della Repubblica” e due programmi per un omaggio a Pasolini: il documentario “La forma della città”, dal ciclo “Io e…”, e “IIIB Facciamo l’appello” di Enzo Biagi. “Credo che nessuno – spiega l’attore – sia riuscito a raccontare i mutamenti profondi della società italiana di quegli anni come Pasolini. Era in grado – come gli antichi aruspici che guardavano le interiora e divinavano il futuro – di leggere segni come l’urbanistica o le periferie, riuscendo a immaginare che cosa stava succedendo e che cosa ci aspettava”. A seguire, l’intervista di Beniamino Placido a Nanni Moretti su “Ecce Bombo, una settimana prima dell’agguato di via Fani e della tragica vicenda Moro, che Gifuni ricorda anche con “Passato e Presente” di Paolo Mieli. Ma a Moro è collegato anche un altro personaggio ricordato da un documentario su di lui, alle 17.10: Gian Maria Volonté. “Uno dei più grandi attori del mondo, un gigante che è stato anche uno dei maggiori interpreti del cinema di quegli anni. Le sue interpretazioni memorabili da “La classe operaia va in paradiso” a “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, le due interpretazioni di Aldo Moro in “Todo modo” e “Il caso Moro” andrebbero studiate in tutte le scuole di cinema e di teatro”.

Tra i due film della serata, Gifuni propone “Ritorno al presente. Quei ragazzi del ’79” con gli studenti del Liceo Mamiani di Roma che incontrano i loro “predecessori”, mentre chiude la “Domenica Con” alternando luci e ombre degli anni ’70 e ’80, tra pagine di cronaca e brani tratti dalla tv del “riflusso” con i varietà Rai che videro i debutti di Verdone, Troisi e i Gatti di vicolo Miracoli.


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