Gli ambientalisti contro Michael Moore: “Fa disinformazione”

NEW YORK – Le auto elettriche? Vanno a carbone, in realtà, visto che molte centrali delle utility americane continuano a bruciare l’energia più fossile e inquinante. Il gioiello ambientalista Tesla? Saccheggia minerali rari, con un impatto devastante sull’ambiente. E con la produzione di specchi per pannelli solari si arricchisce l’impero dei Koch, la dinastia capitalistica più reazionaria d’America. Sono alcune tesi controverse dell’ultimo documentario di Michael Moore, “Planet of the Humans”.

Stavolta il regista idolatrato dalla sinistra americana attacca i suoi: accusa il movimento ambientalista di ipocrisia. Loro reagiscono chiedendo il ritiro immediato del film “perché è pieno di disinformazione”, e ottengono che sia cancellato da varie piattaforme digitali (ma rimane visibile su YouTube). La polemica è rovente, alcune ong Verdi e scienziati ambientali firmano un appello contro di lui. Non perdonano il “tradimento” da parte del regista che divenne celebre con documentari di denuncia sulle stragi da armi da fuoco, sulla mala-sanità americana, o contro i due presidenti repubblicani George W. Bush e Donald Trump. Per “Planet of the Humans” Moore si è scelto il ruolo di produttore esecutivo, ha lasciato la regia a Jeff Gibbs.


“Credevo che le auto elettriche fossero una buona idea – dice Moore – ma non avevo veramente riflettuto sulla provenienza dell’energia che le alimenta. Davo per scontato che i pannelli solari sono eterni, e non sapevo che cosa contengono”. Con affermazioni come queste, il produttore si è messo in rotta di collisione con gran parte del movimento ambientalista. Il film insieme con le accuse di ipocrisia contiene anche attacchi personali contro delle star dell’ambientalismo come l’attivista Bill McKibben al quale attribuisce conflitti d’interessi e legami con gruppi capitalistici. Con il suo tipico gusto della provocazione Moore ha lanciato “Planet of Humans” in occasione di Earth Day. Subito è partita la controffensiva con l’appello firmato da diversi scienziati per il boicottaggio del documentario.

Moore non è nuovo alle controversie interne alla sinistra americana. Dopo la vittoria di Trump nel 2016, esordì a teatro con uno spettacolo che insieme con il presidente prendeva di mira gli errori del “politically correct”. Fedele alle sue origini operaie – viene dalla cittadina di Flint, oggi un paesaggio di rovine industriali nella Rust Belt del Midwest – Moore sul palcoscenico di Broadway denunciò il fatto che la sinistra élitaria aveva smesso di parlare alla classe operaia.

La polemica su “Planet of the Humans” coincide con una fase delicata per il movimento ambientalista. La depressione economica da coronavirus ha fatto crollare l’inquinamento in tutto il mondo, però ha associato i cieli puliti a un impoverimento di massa. Inoltre il crollo del prezzo del petrolio torna a dare competitività all’energia fossile rispetto alle rinnovabili.
 



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