Gualtieri gioca per il dopo Conte

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri gioca una partita solitaria nel governo. Si è ormai ritagliato il ruolo di «oracolo buono» nell’esecutivo. La missione è spargere fiducia. Trasmettere messaggi di ripresa economica. Copione ripetuto alla platea di manager e imprenditori riunita a Cernobbio in occasione della giornata conclusiva dei lavori del Forum Ambrosetti. Gualtieri prova a rassicurare: si intravede la luce fuori dal tunnel. Ripete il concetto più volte: siamo in recessione. Ma i segnali del rimbalzo economico sono evidenti.

È una strategia studiata: il ministro delle Finanze vuole accreditarsi per il dopo-Conte. Vuole cucirsi l’abito della rinascita. Dell’Uomo della ricostruzione. È visto più come una riserva di Mario Draghi che della Repubblica. E il filo diretto con il Quirinale lo aiuta. Ma anche i rapporti, mai interrotti, con Matteo Renzi e Massimo D’Alema. Pedigree fondamentale per il ministro «imposto» al governo da Goffredo Bettini e Nicola Zingaretti.

A Cernobbio, Gualtieri ha il compito di risvegliare un po’ di entusiasmo. Ci prova a colpi di numeri: «La caduta media annuale del Pil italiano non sarà a due cifre grazie anche al forte rimbalzo del terzo trimestre. La stima esatta sarà pubblicata a fine settembre con la Nadef» (Nota di aggiornamento al DEF, ndr) e bisognerà tenere conto delle incertezze del quarto trimestre dovute all’evoluzione della pandemia». L’oracolo buono rassicura: niente previsioni catastrofiche. Il Pil non avrà un crollo a doppia cifra. E poi cala dal cilindro il pezzo forte: «Il rimbalzo del Pil nel terzo trimestre sarà maggiore del previsto». Il titolare delle Finanze illustra poi la sua ricetta per l’utilizzo dei fondi del Recovery fund: «Abbiamo una chiara determinazione a utilizzare al meglio le risorse del Recovery Fund Ue e utilizzarle al meglio significa per noi non disperderli in mille rivoli e concentrarle». Ma l’obiettivo è la riforma del Fisco: «Il recovery plan ci dà le condizioni, uno spazio anche fiscale, per far entrare a regime una riforma che speriamo anch’essa sia ambiziosa e dia semplicità al sistema tributario e una riduzione del carico anche fiscale, soprattutto per i redditi medi e medio bassi». Il recovery plan – spiega – sarà incentrato sugli investimenti che hanno un forte impatto sul pil, sulla crescita economica vedrete nelle stime a breve. Quindi questa massa di investimenti aggiuntivi ci darà anche lo spazio per far entrare gradualmente a regime una riforma fiscale che strutturalmente si finanzierà – afferma – con il contrasto all’evasione fiscale e con la riforma del sistema delle detrazioni della tassazione ambientale». Non ha dubbi sul Mes: «È uno strumento utile». E dice sì alla rete unica.

Ma il piano dell’ottimista Gualtieri è legato all’andamento del virus: «Su un orizzonte più lungo la situazione andrà migliorando. I progressi sul fronte dei test, delle terapie e dei vaccini porteranno a un graduale ritorno della normalità nel corso del 2021. E se non avverranno altri shock l’economia riprenderà».


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