Huawei rilancia, un centro a Roma di cybersecurity

Nel giorno in cui Mike Pompeo atterra a Roma, Huawei Italia annuncia l’avvio dei lavori per il nuovo Cybersecurity & Transparency Center che aprirà nella capitale.

“La migliore risposta alle pressioni geo-politiche che arrivano dall’esterno è la tecnologia. Lavoriamo per aprire il nostro sistema, quello più profondo del codice sorgente, a chiunque abbia ancora dei dubbi riguardo alla sicurezza su cui Huawei lavora sin dalla sua nascita. Il concetto che meglio descrive lo scopo del centro è forte: farsi vivisezionare, ossia lasciarsi analizzare da capo a piedi per validare tecnologie e servizi, da parte degli enti e organizzazioni che vorranno utilizzarle da qui al futuro” ha spiegato Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia. Messe in dubbio dai numerosi attacchi da parte dell’amministrazione Trump, le tecnologie di Huawei oggi comprendono la gran parte delle infrastrutture 5G in Cina oltre che accordi con vari nazioni europee, congelati poi per via delle richieste statunitensi.

L’annuncio del Cybersecurity & Transparency Center, che sarà operativo da settembre 2021 a Roma, segue iniziative simili in tutto il continente, l’ultima delle quali a Bruxelles.

“La sicurezza è un obiettivo e un interesse strategico del Paese, condiviso da tutti gli operatori della filiera delle telecomunicazioni. Tradizionalmente la sicurezza ha riguardato principalmente la protezione dei sistemi informatici e la tutela dei dati personali degli utilizzatori dei servizi di comunicazione” ha dichiarato durante la presentazione il Presidente di Asstel, Pietro Guindani. “Oggi la progressiva trasformazione delle reti di telecomunicazione in sistemi, che ospitano e saranno governati da software, impone una analoga attenzione alle infrastrutture di rete; in particolare con riferimento alle reti 5G, le quali consentiranno lo sviluppo di servizi realizzati mediante una combinazione integrata di infrastrutture e di applicativi, adottati in funzione delle esigenze del cliente finale, che contribuirà a definirli. Pertanto, anche a motivo della continua evoluzione delle tecnologie, ai fini della piena funzionalità ed efficacia dell’architettura di monitoraggio e gestione dei rischi, è necessaria una collaborazione altrettanto continuativa, nonché preliminare, tra autorità di sicurezza ed operatori, in tutte le fasi di definizione delle regole e della loro attuazione”.

L’impegno di Huawei nel campo della sicurezza infrastrutturale si evince da un investimento costante in Ricerca & Sviluppo, che si attesta intorno al 15% dei ricavi complessivi. “Lo scopo è quello di aumentare costantemente la security dei nostri prodotti rivolti a vari mercati. Ciò è particolarmente importante se pensiamo che la superficie di attacco a disposizione dei criminali aumenterà in misura proporzionale alla crescita dei servizi digitali e degli apparecchi connessi in rete. Il 5G è elemento fondante della prossima rivoluzione informatica ed è il motivo per cui Huawei ha impegnato oltre 4 miliardi di dollari per realizzare misure di difesa idonee a non limitare l’accesso alla rete ma assicurandone, al contempo, velocità e ottimizzazione di fruizione” ha concluso Giuseppe Pignari, Cyber Security Officer di Huawei Italia. (ANSA).
   


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